Multi Accessibilità nei videogiochi: E' un male o un bene?

AnérCasval

Tell me God are you punishing me?
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Ormai fa discutere da diversi giorni la questione accessibilità nei giochi, sopratutto in quelli ove viene negata la possibilità ai più di godere titoli estremi come i SoulsLike(o era gow like? :frogcool:).
E' davvero un male avere un livello di sfida che si adegua a tutti, partendo dal classico facile/normale/difficile; o è davvero richiesto il GIT GUD universale in titoli che pretendono che sia il giocatore a migliorarsi ed essere degno di giocare?
Il mio punto di vista in seguito è particolare, posso dire con sicurezza che consentire a tutti di godere anche di titoli estremi come i souls, ed alla difficoltà che è più appetibile sia un bene. Questo perché entro nell'ottica, che il gioco dev'essere aperto a tutti e non con generi che siano solo per determinati eletti.
Ma il mio essere a favore è dovuto a ben altra questione, soggettiva tra l'altro, che proviene da un punto di vista che riguarda la salute. Se da bambino giocavo i megaman x, perdendo e morendo ogni volta, perché di certo non parliamo di una saga accessibile a tutti; oggi non sono più in grado di affrontare titoli a sfide elevate.
Purtroppo titoli impegnativi, snervanti, che richiedono una costante dedizione ed impegno ed anche sforzo, tendono a crearmi crisi di panico poco piacevoli, ma queste non sono generate solo dai giochi ma perfino altra roba come musica, cartoni, film ecc.ecc. Tutto ciò che mi stimola troppo, o che mi coinvolge, può provocarmi crisi di questo tipo. Eppure, ad oggi la maggior parte dei titoli li gioco tutti alla difficoltà minima per ovviare questi eventi, ma invidio chi riesce anche ad andare oltre o proseguire a titoli eccessivamente vivaci come i souls. Se bloodborne riuscii a finirlo anni fa, agli inizi dei miei problemi, e diluito tra l'altro nel tempo; oggi giochi del genere non possono più rientrare nella mia libreria. Eppure, il fascino dei titoli from non si basa solo sul gameplay e sulla sfida ma anche sul lore e sulle ambientazioni. Se ci sono giocatori, a cui piacciono queste cose ma non è dedito al morire di continuo, non resta a tal punto che "giocarseli su tubo a livello accademico", cosa che per i suoi versi è denigrante per chi vorrebbe avere un pad alla mano, e non un limite perché purtroppo "non degno" di poterli giocare.
Partendo dunque dal mio presupposto, o vestendo i panni di chi gioca per divertirsi senza problemi e che vorrebbe comunque godersi titoli onirici e al contempo affascinanti come i souls, avere un livello di difficoltà selezionabile farebbe del male a questo genere ed alla sua folta fanbase, o sarebbe una forma di presa in giro per chi riesce a finirlo in modalità CasVal(leggete casual), e sentirsi comunque inferiore alla tipologia hardcore del giocatore?
E' la difficoltà di un gioco a renderti giocatore, o la conoscenza della cultura del gaming a renderti giocatore, indipendentemente dalle difficoltà affrontate?
 

AstroMaSSi

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Per me lo schema ideale di gioco è quello degli ultimi Super Mario. Se voglio giocarlo in maniera basica lo posso finire, se voglio scoprire tutto e completare l’extra game devo sudare. Questo permette di affrontare il gioco acquisendo via via maggiore abilità per poter proseguire nei livelli più complessi senza dover essere eccessivamente punitivo e frustrare il giocatore poco paziente. Non ho più tempo e voglia di rifare troppe volte uno stesso livello, non mi interessa, lo trovo noioso.
 

DandoMS

"Mi sa che gioco un pò..." Cit. dal 1997
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E' un quesito da rivolgere alle nuove generazioni, io ormai per via del poco tempo preferisco un gioco semplice in cui muoio ogni tanto che uno che mi porta a sfruttare la mia mezz oretta giornaliera libera morendo sempre nello stesso punto.
 

SebySaeki

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Secondo me è corretto che, in generale, un titolo parta dai canonici 3 livelli di difficoltà, ma giochi come i soulslike non credo avrebbero senso se fossero accessibili. I fan li comprano anche e soprattutto per il livello di sfida che vanno ad affrontare, oltre ad apprezzare altre qualità dei vari titoli.
Personalmente, a me non attirano affatto, e se avessero un livello di sfida da gioco "normale" non li giocherei comunque. Poi comunque pare che solo chi finisce i giochi from software sia il vero arcorgheimerz, ma io ho finito super mario world e 3d world al 100%, ho finito diddy kong racing compreso il mondo bonus e quel maledetto wizpig mi ha insegnato a bestemmiare. Non ho ancora finito cuphead ma insomma, è un tipo di difficoltà che mi stimola tantissimo, oltre a divertirmi parecchio.
Per me la difficoltà che considero giusta in un gioco action è quella dei vari dmc (escluso il 2 che era ridicolo), gow (eccetto ascension che ha un picco di difficoltà senza senso) e bayonetta sono abbastanza facili, ninja gaiden è frustrante :sisi:
 

Montecorice64

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Personalmente videogioco da 29-30 anni ormai, in vita mia, sopratutto in adolescenza e pre-adolescenza ho finito giochi davvero tosti, giochi per mega drive dove il concetto di "salvataggio" era completamente sconosciuto e altri per sistemi più recenti ma comunque tosti.
Un Batman giapponese per Mega Drive, Dino Crisis quello nello spazio sulla navicella totalmente in giapponese ed altri che a memoria ricordo vagamente.

Il discorso è che i videogiochi col tempo sono diventati sempre più accessibili, a volte sono troppo facili secondo me,recentemente sto finendo Devil My Cry 5 e a difficoltà normale non sono mai morto....
La concezione del livello di difficoltà per me è davvero il punto da cui partire.

Riguardo alcuni giochi inaccessibili ai più, come per esempio i Souls o Bloodborne...non mi hanno mai preso a livello di interesse e poi sono davvero difficili, ma oserei dire frustranti, perchè la difficoltà posso anche accettarla, ma che tu non mi metta un salvataggio dopo 2 ore di gioco, li si parla di frustrazione che è un'altro discorso.
 

DandoMS

"Mi sa che gioco un pò..." Cit. dal 1997
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Io un netto distacco di difficoltà (che non ho gradito) da un primo capitolo giusto e un secondo capitolo troppo facile l'ho notato tra i primi 2 KH e i primi 2 GOW, ero davvero stranito.
 

Palumbs95

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Secondo me i videogiochi devono sempre avere un minimo di difficoltà, un minimo di sfida... sono videogiochi alla fine, se no li chiamavano film interattivi.
Guardate ad esempio quando è uscito Crash 2 anni fa, tutti a dire "Eh ma è difficile... E' il nuovo Dark Souls..." e altre stupidaggini simili, proprio perchè i VG stanno diventando sempre più facili ed "accessibili a tutti", e poi quando esce un titolo un po' impegnativo la gente si trova in difficoltà perchè è abituata male.
 

Montecorice64

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Secondo me i videogiochi devono sempre avere un minimo di difficoltà, un minimo di sfida... sono videogiochi alla fine, se no li chiamavano film interattivi.
Guardate ad esempio quando è uscito Crash 2 anni fa, tutti a dire "Eh ma è difficile... E' il nuovo Dark Souls..." e altre stupidaggini simili, proprio perchè i VG stanno diventando sempre più facili ed "accessibili a tutti", e poi quando esce un titolo un po' impegnativo la gente si trova in difficoltà perchè è abituata male.
io il primo crash l'ho finito, il secondo mi ci devo ancora mettere....pensa che all'epoca della prima playstation, non finii Crash proprio per l'eccessiva difficoltà.
 

SebySaeki

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Nel momento in cui i videogames sono diventati davvero di massa e non solo per chi comprava la playstation, e quindi nel periodo wii-360-ps3, il livello di sfida è diminuito parecchio e abbiamo cominciato tutti a lamentarci. Il discorso però secondo me è più complesso, perchè sono anche cambiati i generi videoludici col tempo, e non può esistere che un adventure tps possa avere la stessa difficoltà di un platform, ad esempio. Quindi secondo me giochi come uncharted o tomb raider hanno un livello di sfida adeguato al genere. In ogni caso adesso abbiamo giochi difficili se non addirittura frustranti, giochi "normali" e giochi facili, ma manca quel livello di difficoltà di cui parlavo prima, che riguarda ad esempio un devil may cry.
 

Palumbs95

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io il primo crash l'ho finito, il secondo mi ci devo ancora mettere....pensa che all'epoca della prima playstation, non finii Crash proprio per l'eccessiva difficoltà.
Crash 1 su PS1 era anche più difficile di quello remastered, perchè mi sembra che per prendere le gemme a fine livello non bastava solo rompere tutte le scatole, ma andava fatto addirittura senza mai morire, cosa che invece è permessa nella remaster.

Ad ogni modo lascio 2 spezzoni di video che affrontano l'argomento "difficoltà" usciti proprio nel periodo della remaster di Crash.
 

CapRichard

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Difficoltà =/= accessibilità.

La cosa più importante è capire l'intento autoriale. Avere una modalità facile in un gioco soul vorrebbe dire andare contro l'obiettivo di quel gioco. L'esperienza di un soul, se fosse facile, non sarebbe la stessa e non esisterebbe.
Altri giochi, non vogliono fare la stessa cosa e quindi offrono diversi livelli di difficoltà, perché possono puntare su aspetti diversi di se stessi.
Un esempio può essere un RPG, dove coesiste narrativa e combattimento. Se un giocatore preferisce la prima alla seconda, può comunque godersela giocando a difficoltà più bassa. L'importante è che il gioco sia pensato in quel modo, che l'esperienza non sia travisata dalla difficoltà selezionabile.
Per me i giochi non dovrebbero neanche averla la difficoltà selezionabile, ma dovrebbero integrare al loro interno tutti gli strumenti per far regolare il giocatore da solo, ma so che è estremamente difficile in molti casi, quindi non è una cosa della quale mi lamento.


L'acecssibilità per me è invece il riuscire ad abbattere il più possibile le barriere di ingresso al mondo dei videogiochi, visto che al momento sono molto diffusi, ma rimangono una delle tecnologie più ostiche e meno intuitive da "inizializzare". Un altro lato nel quale si può guardare l'accessibilità è quando si parla di persone con diverse disabilità, siano esse con problemi visivi, motori, cognitivi o uditivi.
 
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