Def 2019: finanziaria del cambiamento o road to default?

Rinocerondine

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Nella notte del 27 settembre è passato, nel Consiglio dei Ministri, un progetto di legge finanziaria volto ben oltre alle riserve del 1.6% (il 2.4%) che rischia di aggravare il nostro già pesante debito pubblico.

Gli intenti del governo sono quelli di dare un impulso all'economia, anche se molti economisti obiettano che i pilastri della riforme (specialmente il reddito di cittadinanza) sono più simili a un assistenzialismo a pioggia rispetto a un'iniziativa espansiva.

I giochi non sono ancora chiusi, in quanto il progetto va tradotto in disegno di legge e spedito a Bruxelles per l'approvazione (la quale potrebbe chiedere correzioni o, nel caso peggiore, aprire una procedura di infrazione nei nostri confronti), e infine le va approvato dal Parlamento (e quindi si arriverà a dicembre).

Di sicuro è un def del cambiamento, ma in meglio o in peggio?
 

CapRichard

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Per rimettere in moto le cose bisogna spendere, non avendo controllo della moneta perché non è più nostra ma comunitaria e deficitaria dei sistemi di controllo che ha per dire, gli USA e la Cina, ci tocca fare così secondo me sennò rimaniamo come siamo ora a non fare un'emerita ceppa.

Vediamo come gli vanno le nazionalizzazioni, lì c'è la possibilità di fare molta leva.
 

Rinocerondine

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Il problema è che non ci sono spese espansive in questa manovra. Tanto che mette d'accordo sul lato critico sia i neoliberisti (che criticano la spesa eccessiva e l'aumento dissennato del debito) sia i post-keynesiani (che criticano la mancanza di iniezioni incisive della liquidità ottenuta tramite il deficit per muovere in maniera decisa l'economia).

Una nazionalizzazione oggi come oggi non si può realmente fare, in quanto perderemmo totalmente la fiducia dei mercati (un provato straniero non investirebbe in un paese dove può vedersi nazionalizzate le cose).
Le alternative sono il golden power (che non puoi usare dappertutto), oppure fare la rivoluzione comunista e collettivizzare a gogò.
 

CapRichard

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Il problema è che non ci sono spese espansive in questa manovra. Tanto che mette d'accordo sul lato critico sia i neoliberisti (che criticano la spesa eccessiva e l'aumento dissennato del debito) sia i post-keynesiani (che criticano la mancanza di iniezioni incisive della liquidità ottenuta tramite il deficit per muovere in maniera decisa l'economia).

Una nazionalizzazione oggi come oggi non si può realmente fare, in quanto perderemmo totalmente la fiducia dei mercati (un provato straniero non investirebbe in un paese dove può vedersi nazionalizzate le cose).
Le alternative sono il golden power (che non puoi usare dappertutto), oppure fare la rivoluzione comunista e collettivizzare a gogò.
Il problema è che Leonardo funziona. Perché non anche altro?

Ah e comunque l'eventuale nazionalizzazione se ne sbatte degli stranieri e dei mercati, perché appunto è un altro possibile modo di contrastarli.
Il fatto è che: o ci facciamo invadare da capitali stranieri ancora di più di adesso, oppure proviamo a formare delle realtà grosse nostre in grado di muovere soldi e posti di lavoro statalmente. Io onestamente non sono così sicuro di volere per forza la prima opzione, per quanto in generale sia per il capitalismo ed il libero mercato.

L'altro problema è che abbiamo creato una finanza alla quale dobbiamo sottostare che non ha il minimo collegamento con la realtà. O troviamo il modo di sganciarci in qualche modo o andremo di fronte sempre a crisi su crisi, ciclicamente.
 
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Rinocerondine

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Non dico di no, ma l'attuale proposta del Def non attua nulla di tutto ciò.

Essa va a creare una forma di assistenzialismo a pioggia (il reddito senza attivare la riforma dei centri per l'impiego, cosa che non è stata fatta), e addirittura contiene un condono fiscale (perché le tasse in Italia le pagano solo gli stronzi e quelli obbligati, come i lavoratori dipendenti).

Fra l'altro i 5s si oppongono visceralmente alle grandi opere (che sono notoriamente un mezzo per creare lavoro diretto e indotto, come hanno insegnato gli approcci di interventismo economico del secolo scorso).

Quindi boh... È come se pretendessero che la gente vada in bici e aboliscano poi il sellino per legge.
E poi vogliono la gente sia contenta mentre pedala con un la barra di ferro su per il culo.
 
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