Multi Il NON Angolo & Co.

AstroMaSSi

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LE RECENSIONI SNACK DEL NON ANGOLO: 39 DAYS TO MARS (SWITCH)

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Input pro:
  • Grafica azzeccatissima
  • Le sfide cooperative sono carine
  • Adatto a tutti
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Input prot:
  • Molto breve
  • Abbastanza semplice
  • Essendo adatto a tutti non piacerà a chi cerca giochi complessi e impegnativi
Commento finale:
39 Days To Mars è un buon titolo collaborativo, da giocare preferibilmente in due, ma che può anche essere affrontato da solo.
Racconta in maniera bizzarra l’avventura di un uomo dell’800 vittoriano che, in un’atmosfera steampunk, decide di andare a fare un giro su Marte col suo dirigibile/astronave a vapore. Di qui una serie di enigmi e giochi piuttosto arguti da affrontare in due per qualche piacevole ora di gioco. I comandi saranno affidati ai due pad, ognuno dei quali comanda uno dei due personaggi (sia nella modalità cooperativa che quella singola) sia nel visitare l’astronave per raggiungere i punti di interazione dove si trovano gli enigmi che nella risoluzione degli enigmi stessi, che presentano
delle semplici prove di logica ed abilità manuale. L’aspetto grafico, steampunk, è fumettoso è basato sui toni del marrone, ed è davvero gradevole e ben disegnato. La durata è molto breve, parliamo di un gioco che durerà un ora o poco più. Questo è un’aspetto piuttosto negativo per un titolo col suo prezzo d’acquisto, e assieme alla facilità possono renderne poco consigliabile l’acquisto.
Tuttavia non si può negare la buona qualità generale del titolo, di cui consiglio l’acquisto una volta sceso di prezzo. Peccato, maggiori contenuti o un prezzo inferiore avrebbero valorizzato maggiormente il titolo.

Giudizio finale:
MANEGGIARE CON CURA
 

AstroMaSSi

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HANDS ON: THE LAST DOOR (SWITCH)

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Avendo appenda terminato la prima stagione del gioco sono in grado di fornire le prime impressioni del gioco, che comprende tutte e due le stagioni pubblicate e tutti gli extra.
Ci troviamo di fronte ad un’avventura grafica ad episodi, che affonda la sua essenza grafica nella tradizione dei giochi dell’epoca 16 bit con alcune peculiarità. Prima di tutto c’è una forte connotazione narrativa, che avvicina il gioco ad atmosfere da E.A. Poe più che a Lovecraft (che comunque resta fonte di ispirazione) e persino ad alcune atmosfere da Agatha Cristhie. Graficamente il gioco è molto basico ma non sgradevole, ma la cosa che più stupisce è come con pochi pixel il gioco riesca a trasmettere in atmosfera davvero angosciante e orrorifica, con diversi punti dove il gioco da lasciarti con un profondo disagio e trasmette l’idea dell’essenza della Paura. Il gioco complessivamente, perlomeno la prima stagione, dura qualche ora, ed ogni episodio è ambientato in ambienti abbastanza ristrettì, con enigmi facili da sciogliere ma non banali. L’influenza dei Walking simulator c’è, ma questo non disturba perché il focus è comunque sulla storia. La storia è molto ben scritta ed efficace, di livello alto, cosa che mi ha fatto particolarmente apprezzare il gioco. Non appena finirò la seconda stagione procederó alla recensione snack, ma da questo hands on esce l’impressione di un gioco di grande spessore ed assolutamente consigliabile a chi apprezza storie nere, l’orrore classico e gotico, le avventure punta e clicca.
 

AstroMaSSi

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LE RECENSIONI SNACK DEL NON ANGOLO: THE LAST DOOR (SWITCH)

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Input pro:
  • Storia intrigante
  • Tensione alle stelle
  • Non scade mai nella banalità
  • Coinvolgente
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Input prot:
  • La seconda stagione ha bachi gravissimi che impediscono di terminare alcuni episodi (il secondo ed il quarto) o di farlo con estrema difficoltà
  • È un’avventura punta e clicca, genere non adatto a tutti
Commento finale:
The Last Door su Switch lascia l’amaro in bocca. Siamo di fronte ad un prodotto sviluppato con pochi fondi ma ricco di fascino, con una storia che affonda le sue radici nella letteratura horror neogotica, con grosse iniezione di Poe e Lovecraft (più Poe), scritta e sceneggiata benissimo, capace di creare tensione vera e palpabile, di trascinarti nel suo flusso, nemmeno banale come enigmi e... fai una versione per Switch che crasha come la morte nella seconda stagione! Pazzesco! Non so a cosa sia legato il problema, ma dopo essermi gustato pienamente la prima e gli extra ho penato terribilmente per giocare la seconda, che sarebbe stata al livello della prima. Inaccettabile. Per questo il giudizio non può che essere un MANEGGIARE CON CURA tendente al no, solo per la qualità del primo episodio è nella speranza che possano rimediare con una patch al disastro. Per il resto ho già detto le cose principali nel post precedente. Per non incazzarvi voi non prendetelo sinché il buon funzionamento sia certo o rivolgetevi alla versione su PC.

Giudizio finale:
MANEGGIARE CON CURA
 

Striderblade

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Peccato, avrei voluto prenderlo su Switch ma a questo punto aspetto una futura patch che corregga questi bachi della seconda stagione.
Sempre ammesso che ci sarà.
 

AstroMaSSi

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LE RECENSIONI SNACK DEL NON ANGOLO: SUPER ARCADE SOCCER (SWITCH)

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Input pro:
  • Ho visto di peggio
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Input prot:
  • La difficoltà è infima
  • IA ridicola
  • Portiere ridicolo
  • Pessimo in quasi tutto
Commento finale:
All’epoca del Commodore 64 in edicola si potevano trovare delle cassette piene di giochi, spesso mediocri, a volte versioni pirata di titoli di buon livello con il titolo sostituito da schermate posticce. In questo caso troviamo un gioco mediocre o pessimo con una schermata che sembra pirata. Tutto o quasi è dilettantesco e mal fatto, dalla presentazione alla varietà, dall’intelligenza artificiale assente degli avversari ad un portiere inutile che subisce i gol più stupidi. Non hanno nemmeno fatto lo sforzo di personalizzare i giocatori se non in maniera maccheronica. Giusto la grafica è passabile. Insomma, titolo pacco da evitare. Adieu.

Giudizio finale:
NO
 

Striderblade

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I pro che contano :asd:
Qualcosa bisognava pur mettercela. :asd:

Comunque quando ripenso ai giochi di calcio, non posso dimenticare World Cup 90 per Amiga. In cui il portiere per raccogliere una palla che arrivava pianissimo vicino ai suoi piedi vicinissimo a uno dei due pali della rete, sfoggiava un'animazione per prenderla sdraiandosi per terra a mò di parata volante. :rotfl:
 

AstroMaSSi

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Qualcosa bisognava pur mettercela. :asd:

Comunque quando ripenso ai giochi di calcio, non posso dimenticare World Cup 90 per Amiga. In cui il portiere per raccogliere una palla che arrivava pianissimo vicino ai suoi piedi vicinissimo a uno dei due pali della rete, sfoggiava un'animazione per prenderla sdraiandosi per terra a mò di parata volante. :rotfl:
Ricordo... in compenso il portiere di Kick Off zompava come neanche Mark Lenders.
 

AstroMaSSi

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LE RECENSIONI SNACK DEL NON ANGOLO: GATO ROBOTO (SWITCH)

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Input pro:
  • Impegnativo nelle boss battile ma non frustrante
  • Personaggi deliziosi, il gatto è fuori parametro
  • Meow!
  • Controlli perfetti
  • Economico
  • Buone idee
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Input prot:
  • Piuttosto breve (4 ore circa)
  • Ok le boss battle ma le pesti che si incontrano nel gioco non impegnano il giocatore
Commento finale:
Devolver Digital. Basta la parola, e sai già che ti troverai di fronte a qualcosa di speciale. Qualcosa che mette l’accento sul gioco e non sull’immagine. Pochi fronzoli, originalità e sostanza. Gato Roboto è questo, un piccolo e brillante tributo a Metroid, vivace, veloce, demenziale in maniera gradevole, con un protagonista felino che non puoi non amare. Il gioco è pesantemente ispirato a Metroid, con power-up ben studiati ed efficaci, una buona progressione ed un disegno dei livelli semplice ma ben fatto. Graficamente basico ma pieno di gusto, si muove e si controlla benissimo, non ponendo il giocatore di fronte a difficoltà che non siano ludiche. Il gioco è diviso in sezioni tematiche, aree che devono essere completate per poter sbloccare il laboratorio finale (ci sono 5 aree compresa l’ultima è quella introduttiva). Il livello di difficoltà è generalmente basso, e si innalza nelle boss battle senza essere frustrante, con qualche tentativo ed imparando la giusta strategia si superano anche difficoltà apparentemente assurde (ma solo al primo impatto). Ci sono poi molte stanze segrete, raggiungibili sbloccando i power-up con un minimo backtracking non pesante. Purtroppo il gioco è piuttosto breve, circa quattro ore (5 per ottenere tutti i segreti e i potenziamenti, comprese alcune colorazioni alternative), ma, considerando il costo esiguo, intense e divertenti: soldi molto ben spesi. Insomma, speriamo che il nostro eroico gatto ritorni con ulteriori avventure, dato che questa è ben riuscita ed è pure riuscita a metterci la voglia di un nuovo Metroid 2D...

Giudizio finale:
SI
 

AstroMaSSi

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HANDS ON... CADENCE OF HYRULE

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Spettacolare. Una sola parola può descrivere lo spin off/ibridazione di Zelda/Crypt Of The Necrodancer di Brace Yourself. Riuscire a interpretare in maniera fedele la saga di Zelda con gli strumenti ritmici del roguelite musicale non era scontato, ma ci sono riusciti non alla grande, di più! Il gioco ci immerge nelle tipiche ambientazioni di Legend Of Zelda, dovremo attraversare una mappa che richiama in parte il primo gioco per NES con molti dettagli presi da titoli successivi, scoprire segreti, combattere avversari e boss per trovare gli oggetti musicali necessari per sconfiggere un avversario temibile. Il gioco, che è a tutti gli effetti un roguelite, visto che ad ogni ripartenza ci permette di mantenere i progressi fatti nelle precedenti sfide, ci porta ad affrontare 4 Dungeon successivi prima di sbloccare la sfida finale, e di attraversare vari schemi ricchi di nemici da abbattere tenendo il ritmo giusto dei movimenti. Ogni tanto si incontrano simpatico mini giochi sempre fondamentalmente ritmici e musicali, il tutto senza mai tradire lo spirito della serie e con numerose sorprese e variazioni sul tema ( e musiche come sempre ispirate). Le prime 7 ore sono volate e sono presumibilmente ad 1/3 del gioco, che quindi si mostra sufficientemente longevo. Per adesso non posso che sottolineare l’eccezionalità del gioco, uno dei migliori provati nel 2019. A presto per lo snack completo!
 

Striderblade

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Ottimo antipasto *crunch crunch!!*
 

manfr3d

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HANDS ON... CADENCE OF HYRULE

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Spettacolare. Una sola parola può descrivere lo spin off/ibridazione di Zelda/Crypt Of The Necrodancer di Brace Yourself. Riuscire a interpretare in maniera fedele la saga di Zelda con gli strumenti ritmici del roguelite musicale non era scontato, ma ci sono riusciti non alla grande, di più! Il gioco ci immerge nelle tipiche ambientazioni di Legend Of Zelda, dovremo attraversare una mappa che richiama in parte il primo gioco per NES con molti dettagli presi da titoli successivi, scoprire segreti, combattere avversari e boss per trovare gli oggetti musicali necessari per sconfiggere un avversario temibile. Il gioco, che è a tutti gli effetti un roguelite, visto che ad ogni ripartenza ci permette di mantenere i progressi fatti nelle precedenti sfide, ci porta ad affrontare 4 Dungeon successivi prima di sbloccare la sfida finale, e di attraversare vari schemi ricchi di nemici da abbattere tenendo il ritmo giusto dei movimenti. Ogni tanto si incontrano simpatico mini giochi sempre fondamentalmente ritmici e musicali, il tutto senza mai tradire lo spirito della serie e con numerose sorprese e variazioni sul tema ( e musiche come sempre ispirate). Le prime 7 ore sono volate e sono presumibilmente ad 1/3 del gioco, che quindi si mostra sufficientemente longevo. Per adesso non posso che sottolineare l’eccezionalità del gioco, uno dei migliori provati nel 2019. A presto per lo snack completo!
E' già in wishlist, ma 25 bomboloni sono troppi (per me) ora, me lo accatterò a fine estate sicuramente!
 

AstroMaSSi

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LE RECENSIONI SNACK DEL NON ANGOLO: CADENCE OF HYRULE (SWITCH)

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Input pro:
  • Rispetta la saga di Zelda interpretandola in maniera coerente sotto TUTTI i punti di vista
  • Controlli perfetti
  • Prezzo giusto per quello che da
  • Impegnativo ma non frustrante, il livello di difficoltà può inoltre essere fatto impennare scegliendo il permadeath
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Input prot:
  • Nessuno. A meno di non avere in odio la saga per motivi soggettivi.
Commento finale:
Dopo quella piccola gemma di Crypt Of The Necrodancer i ragazzi di Brace Yourself, infusi dalla benedizione di Nintendo, si superano e sfornano un titolo sensazionale, uno dei migliori titoli del 2019. L’anima roguelike del titolo precedente, miscelata a The Legend Of Zelda, ci regala un titolo sorprendente è superiore al predecessore, dove le meccaniche ritmiche diventano un interpretazione del sistema di combattimento della saga di Zelda, dove riconosci la saga come aspetto fondante e Crypt resta sullo sfondo. Gli aspetti ludici e di design pescano a piene mani dalla tradizione della saga, dal primo titolo (la mappa), a BOTW per le pietre di teleport, ai titoli per SNES per l’aspetto grafico, a Ocarina Of Time per il viaggio nel tempo. Il sistema di combattimento si basa sul ritmo delle canzoni, ispirate ai temi portanti della saga: ci si deve muovere battendo il ritmo della canzone, a tempo, ritmo rappresentato graficamente da una barra posizionata nella parte bassa dello schermo, se le azioni non si svolgono a ritmo di perde una fase di movimento/attacco; l’attacco viene effettuato automaticamente muovendosi verso il nemico, ma se si perde il ritmo si subisce subito un colpo. Per giungere alla fine del gioco occorre superare quattro Dungeon principali con i relativi boss, sino allo scontro finale con Ganon. Altri Dungeon permettono di trovare nuove armi ed altri oggetti (bombe, rampini, frammenti di cuore e tutti i power-up classici). I nemici sono alcuni dei classici nemici della saga, progressivamente più potenti e pericolosi. Per affrontarli al meglio si potrà cambiare l’arma selezionando quelle più idonee per il corpo a corpo o sfruttare arco e boomerang per attacchi a distanza , sempre tenendo conto della tattica. Le armi e gli oggetti sono soggetti ad usura come in BOTW, quindi vanno usati con la giusta attenzione (ma se ne trovano sempre di nuove).
Complessivamente possiamo quindi promuovere, ed alla grande, questo titolo: ispirato, divertente, impegnativo il giusto, con una durata che si aggira sulle 8 ore in modalità standard e molte di più se si vuole giocare col permadeath. Da comprare assolutamente, questo piccolo grande gioiello entra di diritto tra i capitoli di Zelda da avere indipendentemente dalla natura indie!

Giudizio finale:
ASSOLUTAMENTE SI
 

AstroMaSSi

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LE RECENSIONI SNACK DEL NON ANGOLO: MY FRIEND PEDRO (SWITCH)

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Input pro:
  • Veloce e dinamico, tonnellate di pallottole per tutti
  • Fuori di testa il giusto
  • Sa divertire ed è anche ben disegnato con alcune piccole chicche gustose
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Input prot:
  • In alcune fasi è confusionario
  • Non sempre i controlli sono ben calibrati
  • È rigiocabile a vari livelli di difficoltà ma alcuni difetti nei controlli non rendono auspicabile farlo
Commento finale:
D’estate fa caldo, e l’anguria fresca è sempre un piacere. Peccato che alla seconda fetta il rischio di un esplosione delle viscere rischi di trasformare il tuo divano nell’Oceano della flautolenza.
Ma niente paura! Con My Friend Pedro mangeremo banane!
My Friend Pedro è uno sparatutto arcade a scorrimento orizzontale dove il protagonista, ispirato da una banana parlante (probabilmente un costrutto virtuale, una IA bizzarra è un poco malsana) attraversa vari paesaggi urbani affrontando vari nemici pesantemente armati ed una serie di miniboss/minigiochi finali. La peculiarità del titolo è la possibilità di effettuare uccisioni spettacolari con vari trick, grazie alla possibilità di rallentare il tempo con la funzione focus azionata premendo la leva analogica sinistra, evitare i colpi piroettando, utilizzare 2 armi contemporaneamente mirando un secondo avversario, governare la mira con l’analogico destro, lanciare in aria alcune padelle (si può influenzare la traiettoria) e colpire i nemici di rimbalzo come in un flipper, rotolare a terra e scalciare i nemici. Quindi si possono assistere a scene davvero spettacolari, dove rallentando il gioco assisteremo alle capriole in aria del protagonista ed alla progressiva carneficina arricchita da teste che saltano ed amenità varie. Il tutto arricchito da livelli platform (piuttosto scadenti), livelli stealth, sfide di velocità, interruttori da colpire ed altro ancora.
Lo stesso livello di difficoltà è regolabile, con un livello base molto permissivo che permette la ripetizione della sola ultima scena ed altri via via più impegnativi.
Purtroppo, nonostante il divertimento e la bella grafica, l’azione brillante, ci sono alcuni evidenti difetti che non permettono al gioco di raggiungere il pieno potenziale. Alcuni livelli, come accennato, sono maldestri (in particolare quello platform nel mondo di Pedro), in certi frangenti l’azione è confusa ed i movimenti del protagonista in alcuni casi non sono perfettamente programmati, con un impatto anche sulla precisione dei comandi.
Quindi, trattandosi di un buon gioco, posso dire di essermi divertito, ma di non provare una spinta a rigiocarlo, e per questo posso si consigliarlo, ma dopo un taglio di prezzo, non trovandolo imprescindibile. Sempre applausi per Devolver Digital ma stavolta meno scroscianti...

Giudizio finale:
SI
 

arkady18

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LE RECENSIONI SNACK DEL NON ANGOLO: WHAT REMAINS OF EDITH FINCH (SWITCH)

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Input pro:
  • Narrativamente superbo
  • Tecnica di programmazione e grafica evocativi
  • Atmosfera sospesa tra il malsano ed il melancolico, non ti molla sinchè non lo termini
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Input prot:
  • È un gioco prettamente narrativo, dove l’interazione col mondo di gioco è limitata come anche l’esplorazione guidata.
  • È piuttosto breve, conseguenza della sua natura narrativa
Commento finale:
Questo gioco è un modello di come sviluppare bene, molto bene, un titolo narrativo. C’è la storia, la storia di una famiglia colpita da avvenimenti sfortunati come se fosse schiava di una maledizione. C’è la tecnica ed il dettaglio grafico, la cura dei dettagli, che rendono piacevole la storia e ti spingono a soffermarti sui particolari.
C’è la tensione e la capacità del narratore a farti appassionate ai singoli tasselli/storie sino alla fine del gioco, qualche ora.
Insomma, questo ottimo lavoro di Annapurna è un modello ed un punto di riferimento per chi vorrà cimentarsi con questo genere di “videogioco”.
Il gioco prevede di visitare una casa ed i suoi segreti per ricostruire i misteri di una famiglia e delle numerose tragedie che hanno portato alla morte dei suoi membri nei panni dell’ultima discendente della stessa. La visuale del gioco è in prima persona, con comandi limitati al movimento ed alla rotazione del corpo con i due analogici e possibilitá di ingrandire le immagini e interagire con l’ambiente con i dorsali è sempre con gli analogici. La scoperta di punti cardine permette di attivare delle storie caratterizzate da stili di narrazione diversi è sempre ben sviluppati, che rendono estremamente piacevole seguire la storia ed interagire con essa dove necessario.
Il limite del gioco è evidentemente il suo essere poco gioco è molto storia, ed essere breve proprio per questa sua caratteristica, ma quello che saprà trasmettervi è davvero di alto livello.
Tanto da poter essere senza dubbio giudicato come una pietra miliare, un titolo da avere e giocare/esplorare senza se e senza ma: quindi non aspettate ulteriormente e scaricatelo, in una sera d’estate sarà il vostro romanzo interattivo preferito è vi sfiorerà sapientemente cuore e cervello, regalandovi qualcosa di bello e lasciandovi un gusto di mistero davvero inusuale, suggerendo l’orrore ma sempre dietro l’orizzonte visivo...


Giudizio finale:
ASSOLUTAMENTE SI
 

AstroMaSSi

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LE RECENSIONI SNACK DEL NON ANGOLO: CRYPT OF THE NECRODANCER (SWITCH)

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Input pro:
  • Vario, originale e divertente
  • Difficile, un vero roguelike
  • Ricco di contenuti, modalità ed extra
  • Funziona tutto alla grande e non annoia
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Input prot:
  • Alcuni potrebbero trovarlo ostico
Commento finale:
Crypt Of The Necrodancer è il gioco che ha convinto Nintendo ad affidare a Brace Yourself una delle sue saghe più importanti, IL gioco di avventura dinamico per definizione, Legend Of Zelda. Uno spin-off, è vero, ma cosa mai avranno visto in questo gioco per convincerli a questo passo?
Innanzitutto Crypt Of The Necrodancer è un gioco dove la musica è fondamentale (e pure bella): occorre muoversi seguendo il ritmo dei brani che caratterizzano i vari livelli per poter combattere i nemici, prendendogli il tempo. La giusta dose di ritmo e la mancanza di errori permette infatti di non subire danni ed aumentare il moltiplicatore che permette di aumentare il guadagno di monete d’oro ottenuto sconfiggendo i mostri, da usare poi per acquistare armi ed altri potenziamenti. I vari livelli sono generati ad ogni partita, con un canovaccio ed uno schema generale comune ma orografie diverse, come diversi sono gli oggetti casuali generati. Procedendo nei livelli e sbloccando alcuni personaggi bonus si possono inoltre acquistare nuive armi ed attrezzature da poi poter scoprire nascoste nei vari livelli, rendendo meno ostico il procedere nel gioco. Inoltre in ogni partita si possono raccogliere diamanti che sbloccano appunto nuove e potenti attrezzature, da acquistare nella lobby di selezione livelli o di poter iniziare le nuove run con armi più potenti dall’inizio. Trattandosi di un roguelike nessuna arma viene infatti ereditata per le nuove partite. Lo scoop del gioco è di superare i 4 livelli di gioco, ognuno costituito da 4 piani di dungeon, caratterizzato da set di nemici diversi per ogni livello e boss finali sempre più aggressivi sino alla lotta finale contro il Necrodancer. La tipologia di armi influenza il gioco, dovendo attaccare da vicino o da lontano, alcune di esse inoltre hanno effetti collaterali che non sempre ne rendono consigliabile l’utilizzo. Da sottolineare la gran quantità di extra, come personaggi alternativi, che non solo richiedono stili di gioco diversi ma presentano anche livelli alternativi. Inoltre finire il gioco col personaggio principale sblocca un nuovo personaggio ed una storia nuova da scoprire, minimale ma interessante.
Complessivamente ci troviamo quindi di fronte ad un gioco eccellente, un roguelike di altissima qualità, difficile e ricco, originale e divertente, un titolo che rappresenta un valore aggiunto in una qualsiasi Line up. Da prendere senza seghe mentali, anche se non dovesse piacervi avrete fatto un favore all’Universo e premiato un team davvero talentuoso.

Giudizio finale:
SI
 

AstroMaSSi

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LE RECENSIONI SNACK DEL NON ANGOLO: HOME RUNTARO (IPHONE)

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Input pro:
  • Delirio come sempre
  • È gratis
  • Salvare il mondo con una mazza da baseball non ha prezzo
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Input prot:
  • Delirio come al solito
  • Sistema di gioco molto basico
  • Non c’è il cobra
  • Breve
Commento finale:
HAP INC. ancora una volta ci regala una prestigiosa minchiatazza. Il giocatore dovrà superare 50 livelli affrontando alcuni improbabili lanciatori, ognuno dei quali con un suo stile specifico ed alcune trappole che possono portare alla immediata sconfitta. Il giocatore impersona un battitore di baseball e deve effettuare un certo numero di home run per sconfiggere ninja, elefanti, droni, il Sig.Successo e quanto di più improbabile si possa trovare nella categoria lanciatori. Il gioco è un rhythm game semplice dove per ogni avversario occorre trovare il tempo giusto per respingere la palla, con lanciatori da speedball, da offspeed e le classiche curveball più o meno pronunciate. Inoltre alcuni personaggi possono lanciare palle trappola che distruggono la mazza, generando immagini bonus da collezionare. Una volta salvato il mondo, perché questo è il destino di ogni homeruntaro che si rispetti, si sblocca la modalità infinita che permette di affrontare i vari avversari in modo random. Complessivamente il gioco si conferma divertente come tutti quelli di HAP INC. Una pregiata minchiatazza che a costo zero vi potrà intrattenere per qualche gradevole ora sulla spiaggia o sul trono. Sapete ormai cosa aspettarvi, quindi gli amanti del de-genere avranno le solite soddisfazioni! Per quanto mi riguarda attenderò quindi la prossima delirante prova con ansia, nella certezza che ancora una volta non saró deluso.

Giudizio finale:
SI
 

AstroMaSSi

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LE RECENSIONI SNACK DEL NON ANGOLO: AGENT A (SWITCH)

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Input pro:
  • Graficamente ispirato, elegante
  • Non troppo lungo da diventare noioso
  • Buon ritmo e buona interfaccia (meglio usare il touch screen)
  • Non ci sono enigmi senza senso
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Input prot:
  • Comunque fosse stato un poco più lungo non sarebbe stato male
  • Per un esperto l'esperienza non è particolarmente complessa
  • Alcuni enigmi sono "già visti"
Commento finale:
Agent A è un'avventura punta e clicca che ha forti influenze dei giochi di "escapismo" (la serie "Room" per fare un esempio conosciuto ai più). E' un titolo che nasce come serie a puntate su mobile phone ed arriva su switch al momento del completamento della serie stessa. Data la sua origine sui porta dietro alcune caratteristiche che sono molto presenti su dispositivi mobile, in particolar modo una struttura che adegua il modello dell'avventura punta e clicca a modelli più cheap come possono per l'appunto essere i giochi di fuga, proponendo una serie di stanze ove occorre interagire con gli elementi d'ambiente, un'interfaccia che funziona bene solo con l'utilizzo del touch screen (anche se a dire il vero anche le avventure storiche avrebbero funzionato meglio col touch piuttosto che con i joypad (meglio il mouse ma se devo scegliere... tutta la vita il touch screen); ultimo ma non ultimo un livello di difficoltà non eccessivo.
Queste caratteristiche in questo peculiare caso non sono però un limite, dato che il gioco è molto ispirato, con una storia che strizza l'occhio a 007, ben raccontata e mostrata (nei limiti del genere, non aspettatevi ovviamente troppa raffinatezza), enigmi mai eccessivamente astrusi, ma con una base logica ben chiara e accessibile con un minimo di pensiero laterale, aspetto grafico molto gradevole e qualche spruzzo di ironia che richiama la storia del genere. L'interazione con gli ambienti avviene o tramite lo schermo o tramite il joypad, si tratta in sostanza di scoprire quali oggetti permettono di superare gli enigmi proposti e di attivare dei codici con piccoli giochi logici, il tutto senza mai essere frustrante o troppo banale.
In definitiva ho trovato la proposta molto riuscita e gradevole, mi sento quindi di poterla suggerire a chi apprezza il genere o anche a chi cerca un gioco non troppo impegnativo ma arguto e che possa dare buone soddisfazioni intellettive. Bella prova, buon risultato.

Giudizio finale:
SI
 

AstroMaSSi

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LE RECENSIONI SNACK DEL NON ANGOLO: CREATURE IN THE WELL (SWITCH)

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Input pro:
  • Gameplay originale, buona l’ispirazione flipperosa
  • Livello di difficoltà impegnativo ma non impossibile
  • Ti spinge a rigiocare
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Input prot:
  • In certi frangenti poco amichevole (non necessariamente è un male)
  • Qualche riciclo grafico e ambientale di troppo
Commento finale:
Creature in the Well è un gioco sospeso tra l’arcade è l’avventura, una sorta di action adventure dalle caratteristiche peculiari. Il protagonista , un robot antropomorfo, deve esplorare le viscere della montagna per riattivare dei macchinari necessari a modificare il clima, che impedisce la rinascita della civiltà, affrontando una serie di livelli successivi con una serie di stanze che portano ad una sorta di livello “miniboss”. La peculiarità del gioco è che le stanze sono come dei tavoli del flipper, ed il protagonista, utilizzando la sua arma, dovrà sparare delle palle energetiche verso i respingenti per distruggere tutti gli elementi e poter guadagnare punti utili ad aprire delle porte bloccate o scoprire porte segrete che permettono la raccolta di potenziamenti e collezionabili. I comandi sono basati sul pad e due tasti, x ed y, che permettono di trattenere e caricare di energia la palla e spararla nella direzione in cui è voltato il giocatore. La creatura nel pozzo, il nostro avversario, potrà tuttavia ostacolarci in vari modi ed inviarci contro degli asterischi energetici che possono erodere la nostra forza. Inoltre alcuni tavoli avranno dei bersagli che andranno colpito entro un determinato tempo per poter completare lo schermo o sbloccare, in alcuni casi, passaggi segreti. Guadagnare punti colpendo bersagli inoltre permette di poter potenziare la potenza delle sfere che lanceremo in una stanza del villaggio, grazie anche a degli oggetti che potremo trovare nelle stanze segrete. Arrivati al livello miniboss vedremo le mani della creatura che porteranno la piattaforma su cui viaggiamo ad affrontare dei livelli consequenziali (3 o 4) necessari per andare nella stanza finale ed attivare un apparato, cosa che sbloccherà nuovi livelli.
Avanzare nel gioco senza potenziamenti sarà presto arduo se non impossibile, quindi è interesse del giocatore cercare di completare tutte le stanze.
Il gioco, complessivamente, è buono, ed è di sicuro lodevole il tentativo di proporre qualcosa di originale. Punti da migliorare in un eventuale nuovo capitolo sono la varietà degli ambienti e dei tavoli, a volte riciclate più volte, aspetti che impediscono al gioco di raggiungere l’eccellenza sebbene l’esperienza sia positiva e divertente.


Giudizio finale:
SI

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arkady18

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Maniac Mansion

Storica avventura grafica della Lucas, che dovevo recuperare prima o poi.
Globalmente geniale, con idee e gag molto interessanti, e la grafica funziona bene ancora oggi. Sul fronte musicale non ci siamo affatto, sia perché le bgm sono praticamente assenti (e fa strano oggi vivere nel totale silenzio un gioco) sia perché il poco di musica che c'è è abbastanza banale.
Un gioco molto bello, ma funestato da idee decisamente sbagliate: ci sono vari oggetti che se usati nel momento o luogo sbagliato ti impediscono di andare avanti, ma il gioco non te lo dice e resti bloccato senza nemmeno la schermata del game over. Praticamente puoi fare una cazzata a inizio gioco, e dopo ore e ore di gioco ti ritrovi in un punto morto e non puoi andare avanti perché non hai più un oggetto che il gioco ti ha permesso di sprecare senza motivo. Altra cosa negativa: le attese forzate perché si verifichino certi eventi (ad esempio, mandi un pacco e devi aspettare 6 minuti prima che venga recapitato, più altri 6 minuti che ti arrivi la risposta, e stai lì quasi un quarto d'ora fermo e impossibilitato ad andare avanti perché devi aspettare).
Interessante il fatto che alcuni ragazzi hanno abilità specifiche, ma è una cosa poco sfruttata (più o meno un paio di azioni in tutto il gioco per ognuno di loro diverse dal resto della comitiva).
I verbi nella schermata inferiore sono decisamente troppi, alcuni si usano solo una o due volte e spesso non serve nemmeno usarli perché sono rimpiazzati da altri comandi simili. E quindi a che pro? (e non parliamo di quanto dà fastidio dover selezionare What is per individuare gli oggetti sullo schermo, che spesso sono difficili da trovare anceh col pixel hunting).

Comunque, globalmente consigliato, ma alcuni vicoli ciechi non segnalati lo rovinano non poco. È comunque un pezzo di storia. Per me voto 7.
 

AstroMaSSi

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Maniac Mansion

Storica avventura grafica della Lucas, che dovevo recuperare prima o poi.
Globalmente geniale, con idee e gag molto interessanti, e la grafica funziona bene ancora oggi. Sul fronte musicale non ci siamo affatto, sia perché le bgm sono praticamente assenti (e fa strano oggi vivere nel totale silenzio un gioco) sia perché il poco di musica che c'è è abbastanza banale.
Un gioco molto bello, ma funestato da idee decisamente sbagliate: ci sono vari oggetti che se usati nel momento o luogo sbagliato ti impediscono di andare avanti, ma il gioco non te lo dice e resti bloccato senza nemmeno la schermata del game over. Praticamente puoi fare una cazzata a inizio gioco, e dopo ore e ore di gioco ti ritrovi in un punto morto e non puoi andare avanti perché non hai più un oggetto che il gioco ti ha permesso di sprecare senza motivo. Altra cosa negativa: le attese forzate perché si verifichino certi eventi (ad esempio, mandi un pacco e devi aspettare 6 minuti prima che venga recapitato, più altri 6 minuti che ti arrivi la risposta, e stai lì quasi un quarto d'ora fermo e impossibilitato ad andare avanti perché devi aspettare).
Interessante il fatto che alcuni ragazzi hanno abilità specifiche, ma è una cosa poco sfruttata (più o meno un paio di azioni in tutto il gioco per ognuno di loro diverse dal resto della comitiva).
I verbi nella schermata inferiore sono decisamente troppi, alcuni si usano solo una o due volte e spesso non serve nemmeno usarli perché sono rimpiazzati da altri comandi simili. E quindi a che pro? (e non parliamo di quanto dà fastidio dover selezionare What is per individuare gli oggetti sullo schermo, che spesso sono difficili da trovare anceh col pixel hunting).

Comunque, globalmente consigliato, ma alcuni vicoli ciechi non segnalati lo rovinano non poco. È comunque un pezzo di storia. Per me voto 7.
Ricordo bene la frustrazione che provai quando lo giocai la prima volta. Infatti non lo portai a termine... bellissimo esteticamente è concettualmente ma “sleale”. The Secret Of Monkey Island corresse in maniera mirabile certe ingenuità (o ottusità...)
 

arkady18

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Ricordo bene la frustrazione che provai quando lo giocai la prima volta. Infatti non lo portai a termine... bellissimo esteticamente è concettualmente ma “sleale”. The Secret Of Monkey Island corresse in maniera mirabile certe ingenuità (o ottusità...)
Anni dopo Gilbert, l'ideatore di Monkey Isladn, scrisse una guida su come fare delle avventure grafiche, sottolineando come fosse sbagliato creare la possiblità che a un certo punto della trama ti trovi senza un oggetto utile a proseguire ma non più recuperabile. Ecco, avrebbe dovuto capirlo prima di pubblicare Maniac Mansion :asd: Per esempio, un oggetto utile è il paint remover, obbligatorio per sbloccare l'accesso a una stanza. Questo oggetto lo puoi usare con qualunque cosa, e si rompe appena lo fai (mentre altri oggetti non danno alcun esito). Io ho dovuto ricominciare il gioco perché non avevo più quel coso. :autopat:
 

AstroMaSSi

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LE RECENSIONI SNACK DEL NON ANGOLO: UNTITLED GOOSE GAME (SWITCH)

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Input pro:
  • Protagonista simpatico bello e cattivo. Onk!
  • Bello da giocare
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Input prot:
  • Davvero troppo breve per il prezzo che ha
  • Semplice da completare
Commento finale:
Untitled Goose Game è un titolo a metà. A metà tra un chiaro è pieno successo ed un colpo sparato a salve.
La parte buona è il divertimento di impersonare l’oca cattiva e maliziosa, il bel tratto grafico, l’ambientazione da fumetto, in generale il divertimento che trasmette il gioco. La parte cattiva (a parte la terribile oca) è l’estrema brevità del gioco. Entri nei meccanismi, cominci a pregustare altre cattiverie e caos da propagare e... è finito. Come un coito interrotto.
Ed è un peccato. Il gioco è una sorta di avventura/puzzle dove la nostra occasione dovrà completare delle azioni all’interno di alcuni scenari (3+il finale) dove usando il becco interagisce con oggetti e persone; le azioni, in gran parte malevole, prevedono di sottrarre oggetti, provocare cadute, rompere cose. Tutto quanto un oca cattiva è solita fare. Le azioni sono quindi legate alle caratteristiche dell’animale, che può starnazzare, prendere oggetti col becco, correre e sbattere le ali, il completamento delle principali malefatte permette di procedere allo scenario successivo.
Che fare quindi? Direi di attendere un taglio di prezzo, per qualche manciata di euro (pochi) la brevità dell’avventura sarà ripagata dalla qualità che comunque il gioco possiede.


Giudizio finale:
MANEGGIARE CON CURA
 

AstroMaSSi

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LE RECENSIONI SNACK DEL NON ANGOLO: THE LEGEND OF ZELDA - LINK’S AWAKENING (SWITCH)

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Input pro:
  • Graficamente delizioso, riesce a rendere molto bene l’atmosfera del gioco ed è una bella evoluzione dello stile degli Zelda “marini”
  • Durata ben calibrata
  • Rende merito al gioco originale senza snaturarlo ma risultando ancora efficace a distanza di anni
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Input prot:
  • La difficoltà è bassa
  • Sebbene bello e ben sviluppato resta un episodio comunque minore e privo delle stimmate del capolavoro
Commento finale:
The Legend Of Zelda: Link’s Awakening è una bella riproposizione dello storico titolo per Gameboy. All’interno di uno schema di gioco iperclassico, basato sulla suddivisione in aree limitate del mondo di gioco, il gioco sviluppa alcuni aspetti del primo Zelda (anche per i limiti HW del Nintendo Gameboy) in una struttura semplice ma efficace es originale, facendo nascere la branca della serie che ha portato a titoli come Phantom Hourglass e come l’immenso Wind Waker, che espandono l’idea del viaggio e del mondo acquatico portandola ad altri livelli di complessità e completezza. Ci troviamo quindi a giocare un episodio minore che è stato trattato con tutti i crismi di un prodotto di prima fascia, ottenendo un ottimo risultato. Il gioco si basa su una classica ricerca e raccolta di reliquie necessarie al completamento del gioco e possiede la storica caratteristica di espansione progressiva delle capacità dell’eroe, ottenendo nuovi oggetti e poteri via via che si superano i vari labirinti. I comandi sono semplici ed efficaci, classici, i poteri e gli oggetti altrettanti, forzatamente direi vista la natura di Remake del gioco. Il gioco è di durata moderata, attorno alle 10 ore per giocatori esperti della serie, e non risulta particolarmente complesso se non in un passaggio nel finale (è necessario fare una determinata azione). La facilità di base può consigliare, per giocatori in cerca non solo sella sfida intellettuale, di giocare subito a livello difficile, altrimenti molti Dungeon saranno davvero semplici a livello di combattimento e quindi completamento dello stesso.
L’atmosfera del gioco, agevolata da una grafica ispirata e sospesa tra un fumetto e una serie di statuette da verniciare, è fiabesca e sognante, con un velo di malinconia che non vira al tragico come in altri episodi (la storia di Midna ne è esempio tipico): davvero un aspetto riuscito e gradevole.
Complessivamente ci troviamo quindi con un ottimo gioco che però non assurge al livello di capolavoro come hanno saputo essere altri titoli della serie. Solido, divertente, scanzonato ed un po’ malinconico e sognante è un gioco che l’appassionato della serie dovrà avere e giocare ma non è un must assoluto su Switch.

Giudizio finale:
SI
 

AstroMaSSi

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LE RECENSIONI SNACK DEL NON ANGOLO: SAYONARA WILD HEARTS (SWITCH)

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Input pro:
  • Molto ispirato dal punto di vista artistico
  • Rapido e istintivo
  • Buono l’aspetto “sonoro”
  • Tante piccole citazioni visive e ludiche di gaming Arcade classico
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Input prot:
  • Breve (ma rigiocabile per ottenere prestazioni migliori e sbloccare extra)
  • Il gameplay è basico e non piacerà a tutti
Commento finale:
Sayonara Wild Hearts è un interessante gioco di Simogo, piccola SH svedese che propone un gameplay sospeso tra il tributo agli Arcade di una volta, il gioco musicale, lo sparatutto ed il gioco di guida. Da questo mix esce un prodotto artisticamente di rilievo, ispirato dalla cultura giapponese e dal cyberpunk, come ci trovassimo di fronte ad uno strano mix tra Akira e Tron. La protagonista affronta una serie di livelli, ognuno dei quali corrispondente ad una carta dei tarocchi che propone una sorta di gioco ritmico musicale dove occorre raccogliere dei cuori guidando skateboard, moto ed auto con sezioni dove sarà necessario premere a tempo il pulsante “A” come in un gioco ritmico, con lo sfondo di una traccia musicale (qualcuno infatti parla di una sorta di album musicale). Lo stile psichedelico ben si adatta al gioco, che ha la principale forza nell’impatto visivo, ed è curioso vedere sparsi nei livelli citazioni di giochi come Out run o Tempest. Il gioco, che è piuttosto semplice da terminare, vede la vera sfida nell’approfondimento dei livelli e nella ricerca del miglior punteggio, infatti un extra da ottenere richiede di raggiungere la medaglia d’oro in tutti i livelli proposti, cosa che non sarà né semplice ne rapida.
Ci troviamo in definitiva di fronte ad un titolo con buone qualità ma che sarà pienamente riuscito solo per un giocatore che abbia voglia di approfondire i suoi aspetti Arcade e sia disposto ad impegnarsi a fondo per raggiungere gli obiettivi nei vari livelli per completarlo al 100%. Gli altri potranno lasciarlo al suo posto o valutarne l’acquisto solo dopo un taglio di prezzo, dato che può essere completato in meno di due ore. Date le premesse d nonostante il gioco abbia dei valori indiscutibili non mi sento di consigliarlo a tutti ed il giudizio finale questo riflette.


Giudizio finale:
MANEGGIARE CON CURA
 

arkady18

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Ho finito Dinosaur Resurrection, un vecchio dungeon crawler di Falcom uscito nel 2002, remake di Dinosaur uscito nel 1990 su PC-88 e poi nel 1991 PC-98.
Ho fatto due run, sia la principale che quella alternativa. Ci sarebbe un terzo finale, ma 1 non sono sicuro che le voci che ho letto in giro siano corrette su come arrivarci e 2 dovrei rifarmi un'altra ventina-trentina di ore di gioco per cambiare due scelte all'interno della trama e poi grindare in modo scandaloso il protagonista, perché in quel finale il boss va battuto soltanto con lui. Per il momento mi accontento delle due run che ho fatto, costatemi trenta e venti ore ciascuna. Se impazzisco in futuro ci riprovo. Alla fine è un titolo che avevo giocato già altre due volte (2012 e 2015, se non erro) fermandomi sempre a metà. Il gioco mi ha letteralmente stufato, non ho minimamente la sbatta di una terza run. C'era un video che mostrava il finale diverso su Niconico video, ma è stato rimosso. Pazienza. Ho comunque letto come va a finire, ed è letteralmente un finale di merda.
il protagonista diventa cattivo, sacrifica i suoi compagni e, se non ho capito male, diventa lui stesso il nuovo dio della guerra. Mah, che cacata.
Oh, sono anche riuscito a trovare i dialoghi. L'unica cosa che mi manca sono le immagini relative al finale, ma non credo di perdermi chissà cosa (e magari riesco comunque a recuperarle)

Gioco straordinario sotto molti punti di vista, ma con troppi difetti. Non esiste in traduzione, che io sappia.
ps: Dinosaur è il nome del boss finale, un dio della guerra dall'aspetto di una statua umana con quattro braccia. Non ci stanno elementi del Paleozoico.

 

AstroMaSSi

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Ho finito Dinosaur Resurrection, un vecchio dungeon crawler di Falcom uscito nel 2002, remake di Dinosaur uscito nel 1990 su PC-88 e poi nel 1991 PC-98.
Ho fatto due run, sia la principale che quella alternativa. Ci sarebbe un terzo finale, ma 1 non sono sicuro che le voci che ho letto in giro siano corrette su come arrivarci e 2 dovrei rifarmi un'altra ventina-trentina di ore di gioco per cambiare due scelte all'interno della trama e poi grindare in modo scandaloso il protagonista, perché in quel finale il boss va battuto soltanto con lui. Per il momento mi accontento delle due run che ho fatto, costatemi trenta e venti ore ciascuna. Se impazzisco in futuro ci riprovo. Alla fine è un titolo che avevo giocato già altre due volte (2012 e 2015, se non erro) fermandomi sempre a metà. Il gioco mi ha letteralmente stufato, non ho minimamente la sbatta di una terza run. C'era un video che mostrava il finale diverso su Niconico video, ma è stato rimosso. Pazienza. Ho comunque letto come va a finire, ed è letteralmente un finale di merda.
il protagonista diventa cattivo, sacrifica i suoi compagni e, se non ho capito male, diventa lui stesso il nuovo dio della guerra. Mah, che cacata.
Oh, sono anche riuscito a trovare i dialoghi. L'unica cosa che mi manca sono le immagini relative al finale, ma non credo di perdermi chissà cosa (e magari riesco comunque a recuperarle)

Gioco straordinario sotto molti punti di vista, ma con troppi difetti. Non esiste in traduzione, che io sappia.
ps: Dinosaur è il nome del boss finale, un dio della guerra dall'aspetto di una statua umana con quattro braccia. Non ci stanno elementi del Paleozoico.

Su che piattaforma l’hai giocato? Io nel frattempo ho finito Ori And The Blind Forest. Straordinario.
 

arkady18

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Su che piattaforma l’hai giocato? Io nel frattempo ho finito Ori And The Blind Forest. Straordinario.
PC. Credo sia uscito solo su windows (gli originali erano per pc88, pc 98 e fm town)

Ori dicono sia un po' "troppo" corto
 

AstroMaSSi

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PC. Credo sia uscito solo su windows (gli originali erano per pc88, pc 98 e fm town)

Ori dicono sia un po' "troppo" corto
16 ore. Assolutamente no.
 

AstroMaSSi

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LE RECENSIONI SNACK DEL NON ANGOLO: ORI AND THE BLIND FOREST (SWITCH)

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Input pro:
  • Graficamente bello. Molto bello
  • Impegnativo e non banale nel gameplay
  • Storia poetica e delicata, mai gridata
  • Dura oltre 15 ore, sempre piene di cose da fare
  • Dinamico e sempre divertente, mai moscio. Anche nelle difficoltà hai voglia di non mollare
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Input prot:
  • Non sempre le meccaniche di salto sono perfettamente controllabili, a volte può essere fastidioso
Commento finale:
Obi And The Blind Forest è un titolo meraviglioso in tutti i suoi aspetti, un Metroidvania di classe superiore. Dall’inizio alla fine di questo fantastico viaggio ci troveremo ad affrontare ambienti vari e a volte claustrofobici, trovandoci ad affrontare soprattutto puzzle ambientali e sfide ogni volta più impegnative e superabili solo sfruttando con abilità i poteri che via via riusciamo a sbloccare, per saltare, planare, scagliare raggi di luce, arrampicarsi negli abissi e scagliare fulmini energetici. I nemici da affrontare sono la parte meno complessa del gioco, ed a volte sono una parte del puzzle che va sfruttata per raggiungere posti altrimenti inaccessibili. L’unico punto del gioco che non mi ha convinto è la meccanica del salto ed i comandi relativi, poco precisi e quindi fonte di difficoltà in un gioco che proprio su queste meccaniche di basa. Elemento di frustrazione che si supera solo per la bellezza del gioco, uno dei migliori della generazione in assoluto per le tante qualità che ha. La lunghezza del gioco è di circa 15 ore, assolutamente adeguata, ed essendo un metroidvania ci si potrà aspettare qualche backtracking, che sarà alleggerito dalla possibilità di teleportarsi nelle varie zone mano a mano che si scoprono e si raggiungono gli altari. In definitiva, se avete una XBOX o uno SWITCH fatevi un favore: prendetelo, scoprirete una chicca di rara bellezza, un gioco che nobilita qualsiasi Line-up.

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AstroMaSSi

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LE RECENSIONI SNACK DEL NON ANGOLO: ONE NIGHT STAND (SWITCH)

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Input pro:
  • Stanotte hai scopato!
  • Ieri sera te sei mbriacato
  • Se scopri tutti i finali arrivi a capire la verità
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Input prot:
  • Ma non ti ricordi nulla
  • È per questo che non ti ricordi nulla
  • E la verità è che sei davvero stronzo
Commento finale:
Dopo tanti indie capolavoro statisticamente prima o poi pesti una grande merda. Questa.
One Night Stand è un gioco narrativo dove ti svegli in un letto e non ricordi niente. Scopri di essere nudo e a fianco a te una sconosciuta. A questo punto si può interagire con gli oggetti raggiungibili e scoprire elementi che potranno indirizzare la conversazione (a risposte multiple) con la ragazza, una volta sveglia, in modo da scoprire la storia che ti ha portato in quel letto ed arrivare ad uno dei 12 finali. La storia è ovviamente banale, quattro salti in disco, qualche superalcolico, un preservativo e tanto mal di testa, banale e anche inutile, una perdita di tempo (per fortuna poco). L’univo guizzo si ha se si persevera nel cercare di sbloccare tutti i finali, quando si riesce a completare la storia.
Troppo poco per spendere per una robaccia così misera.


Giudizio finale:
NO
 

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LE RECENSIONI SNACK DEL NON ANGOLO: SPOOKY GHOSTS DOT COM (SWITCH)

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Input pro:
  • Molto economico
  • Livello di sfida adeguato
  • Ci sono i gattoni (e pure il Grande Gatto)
  • Ti fa tornare in mente il C64
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Input prot:
  • Breve e non rigiocabile
  • La sua essenzialità non piacerà a tutti
Commento finale:
Spooky Ghosts Dot Com è un titolo piccolo piccolo, che non pretende di cambiare il mondo e nemmeno di essere una stella polare degli indies. Con una grafica che ricorda giochi dell’epoca Commodore 64 avrebbe tutto per passare inosservato, e probabilmente lo farà, schiacciato tra titoli di grande spessore e ricchi di contenuti.
Peró questo gioco ha delle qualità che non ti aspetteresti: è insospettabilmente gradevole, ha un livello di difficoltà ben equilibrato e giustamente impegnativo, ha i gatti e persino un Grande Gatto che ti trasporterà in vari punti della mappa.
Il gioco è una sorta di metroidvania dove viaggeremo tra zucche e fantasmi per sconfiggere spettri ed altri mostri tipici di Halloween, un gioco breve (3 ore circa) ma ben confezionato, adatto per chi non abbia voglia di troppa pesantezza e voglia tornare per un po’ ad un gioco d’altri tempi, onesto e solido.
Insomma, a me è piaciuto, per pochi euro lo portate a casa e lo giocate senza che vi venga a noia prima della fine. Una piccola cosa gradevole, promosso! E ricordate di accarezzare il gatto!

Giudizio finale:
SI
 
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