Il vostro rapporto con la morte

cima99

Emerald Guardian
Utente
Iscritto dal:
3 Aprile 2018
Messaggi
138
Mi Piace
0
Punteggio
16
#1
Come da titolo, argomento poco allegro, ma che in un modo o nell'altro tocca tutti. Come vi rapportate davanti alla morte? Come la considerate? Che effetto vi fa la morte di una persona vicina, o anche meno vicina?
E poi, a livello personale, come vi rapportate voi con il pensiero della vostra propria morte?
E ancora, come giudicate il ruolo della morte nelle diverse società? Nella cultura occidentale la mia sensazione è che si cerchi di renderla tabù, di nasconderla e di affrontarla come momento di grande afflizione interiore quando ti tocca da vicino, mentre altre società hanno un rapporto diverso. Interessante anche pensarla in chiave religiosa, quando ad esempio per il cristianesimo in realtà la morte conduce all'aldilà e al cospetto di Dio Padre per coloro che sono salvati e quindi, in quest'ottica, dovrebbe quasi essere da intendere come un momento di festa. E per uno spartiato, la morte in prima linea in difesa della patria era visto come il massimo onore.
Che ne pensate? (Ovviamente ho messo tanti possibili filoni da esplorare, ma non forzatamente devono esserlo)
 

brema82

Member
Utente
Iscritto dal:
2 Aprile 2018
Messaggi
326
Mi Piace
1
Punteggio
18
#2
È un pensiero che mi ha sempre messo timore, fin da piccolo, anche se giocoforza all'epoca in maniera decisamente ridotta rispetto ad oggi.

Ho paura del vuoto, del nulla, del termine dell'esistenza, dell'oblio in cui tutto avrebbe fine.

A volte arrivo quasi al panico.
 

cima99

Emerald Guardian
Utente
Iscritto dal:
3 Aprile 2018
Messaggi
138
Mi Piace
0
Punteggio
16
#3
A volte arrivo quasi al panico.
Capita anche a me. Più che altro, non temendola troppo come cristiano, ho sempre però talmente cose da fare e talmente cose di cui voglio godere, in primis mia moglie, che non so se mai sarò "pronto". Sarà che sono anche alquanto egocentrico e per me non esiste che il mondo vada avanti senza di me:sneaky:
 

brema82

Member
Utente
Iscritto dal:
2 Aprile 2018
Messaggi
326
Mi Piace
1
Punteggio
18
#4
Capita anche a me. Più che altro, non temendola troppo come cristiano, ho sempre però talmente cose da fare e talmente cose di cui voglio godere, in primis mia moglie, che non so se mai sarò "pronto". Sarà che sono anche alquanto egocentrico e per me non esiste che il mondo vada avanti senza di me:sneaky:
Mah, io alterno momenti in cui credo ad altri nei quali la fede vacilla pericolosamente.

Di recente, poi, è venuta a mancare mia nonna.

Per quanto fosse anziana, vederla andarsene nel giro di pochi giorni mi ha posto in una situazione nella quale non ero mai stato in precedenza.

Sentire la morte "vicina", capire come in un attimo si sia portata via una persona a me cara, vedere una persona viva un giorno e stesa, immobile e vuota una manciata di giorni dopo, mi ha atterrito.

E per quanto cerchi di credere che dopo ci sia qualcosa, la mia parte razionale mi porta a pensare che tutto abbia fine proprio con la morte.

Immaginare che si riveli un sonno eterno dal quale non ci si sveglia più è la mia paura più grande.

Giusto un paio di settimane fa ho avuto una chiacchierata con un amico di vecchia data, credente, testimone di Geova, che ha provato a confortarmi raccontandomi di come in un periodo simile abbia trovato conforto e risposte nella Bibbia.

Purtroppo al momento, pur essendo cattolico(e continuando a ritenermi tale), ho grosse difficoltà a credere in qualcosa.
 

cima99

Emerald Guardian
Utente
Iscritto dal:
3 Aprile 2018
Messaggi
138
Mi Piace
0
Punteggio
16
#5
Mah, io alterno momenti in cui credo ad altri nei quali la fede vacilla pericolosamente.

Di recente, poi, è venuta a mancare mia nonna.

Per quanto fosse anziana, vederla andarsene nel giro di pochi giorni mi ha posto in una situazione nella quale non ero mai stato in precedenza.

Sentire la morte "vicina", capire come in un attimo si sia portata via una persona a me cara, vedere una persona viva un giorno e stesa, immobile e vuota una manciata di giorni dopo, mi ha atterrito.

E per quanto cerchi di credere che dopo ci sia qualcosa, la mia parte razionale mi porta a pensare che tutto abbia fine proprio con la morte.

Immaginare che si riveli un sonno eterno dal quale non ci si sveglia più è la mia paura più grande.

Giusto un paio di settimane fa ho avuto una chiacchierata con un amico di vecchia data, credente, testimone di Geova, che ha provato a confortarmi raccontandomi di come in un periodo simile abbia trovato conforto e risposte nella Bibbia.

Purtroppo al momento, pur essendo cattolico(e continuando a ritenermi tale), ho grosse difficoltà a credere in qualcosa.
Ti capisco,
che ci sia qualcosa io ne sono certo, sia per la mia fede, sia per numerose esperienze paranormali avute. Chiaro però, sempre da parte mia, che in determinate occasioni la fede vacilli un po' e del resto anche il Signore talvolta ha vacillato, quindi presumo sia comprensibile che lo faccia un uomo.
Un po' poi c'è anche il discorso della morte improvvisa o non immaginata: ecco, forse la consapevolezza che può arrivare in un secondo è la cosa che più mi angustia, il dover mettere in considerazione che tutto si può interrompere bruscamente ed inesorabilmente.
 

Jeanne

New Member
Utente
Iscritto dal:
5 Aprile 2018
Messaggi
38
Mi Piace
0
Punteggio
6
#6
Anche io sono nella stessa situazione di brema82. Non so se credere o meno, ma in generale la morte mi ha sempre spaventata. Non è tanto per me, quanto piuttosto per i miei famigliari e le altre persone a me care. Sapere che invecchiano e che potrebbero morire da un momento all'altro mi rende molto triste.
 
Top