Pimp My Review | Le recensioni, devono rappresentare l'utenza?

AnérCasval

Tell me God are you punishing me?
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#1
Il voto di EDGE per essere andata "controcorrente", potrebbe subire l'ira dei giocatori del brand #4ThePlayers, a seguito dell' 8 assegnato a GOW.
Come riportato da questa news In arrivo una nuova ondata di polemiche per il voto dato a God of War da EDGE? - VG247.it, si direbbe che la cosa abbia fatto il giro di svariati siti d'informazione, attirando anche la mia attenzione.
Vedendo il voto "OTTO", ovvero 8, mi sembra di intuire una certa svalutazione del valore dei numeri. A quanto sembra, a breve EDGE, potrebbe andare incontro a polemiche sul voto assegnato che rappresenterebbe una sorta di Onta per il giocatore Sony.
Quell' OTTO, è davvero così cattivo? Dove sarebbe la polemica di un numero, che qualitativamente parlando, rappresenta non qualcosa di discreto ma un prodotto che si avvicina all'eccellenza, con i suoi pregi (tra l'altro)?
GOW è una delle tante ip che trotterellando sull'ondata del marketing, tipico di ogni gioco di rilievo, ha portato con se grida di euforia ed hype dell'utenza. Hype che in questi giorni, è assolutamente all'apice e ben sazio delle soddisfazioni avute dalla critica. Eppure, eppure quell'OTTO dà veramente fastidio, ma perché?
Forse perché sminuisce l'utenza, il marketing, le prestazioni della console, le convinzioni di avere tra le mani quel prodotto da far vedere in piazza San Pietro al posto del Papa? Cosa sta realmente succedendo in questi ultimi tempi? Possibile che un OTTIMO voto, che non sia un 9,9 ma un 9-8 riesca a far scaturire le ire dell'utenza senza che vi sia qualcosa di realmente grave, alla base? Cosa sono realmente oggi le recensioni, a cosa servono se non ad indirizzare le persone, verso il futuro acquisto di un gioco atteso, sotto una valutazione attenta? Io mi aspetto occhio critico, una valutazione certosina, un qualcosa che sappia indurmi verso una strada sicura. Oppure, in verità, oggi il recensore deve votare l'utenza e non più il gioco?
 

arkady18

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#2
Io sono sempre dell'idea che di una recensione la parte più importante sia il verdetto finale, che se ben scritto racchiude i pro e i contro e spiega a chi va consigliato e chi deve andarci coi piedi di piombo a spendere 50-60-70 euro al day one.
Il numerello finale, in fondo, è solo un numero, che può essere gonfiato o sgonfiato in base alle vedute del recensore in questione.

Poi, è ovvio che sarei più propenso a comprare un gioco recensito come 9 e non come 6, ma i voti numerici in sé sono molto svalutati. Ormai se non sei 9 non vali molto. Se non sei 8 sei praticamente da buttare. :patpat:
 

AstroMaSSi

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#5
Casi rarissimi... però credo davvero che sia preferibile un giudizio non tradotto in numero, oggi (da molto tempo in realtà) la schiavitù del voto numerico ha stravolto il senso dello stesso. Un 6 è quasi cacca, un 7 è mediocre, 8 è un gioco discreto ma di cui puoi fare a meno, la scala va per decimali da 9 a 10: senza senso!
 

Pat_00

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#6


:çAç2:
Che e' quella scritta finale sul titolo ?
 

AnérCasval

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#7
Casi rarissimi... però credo davvero che sia preferibile un giudizio non tradotto in numero, oggi (da molto tempo in realtà) la schiavitù del voto numerico ha stravolto il senso dello stesso. Un 6 è quasi cacca, un 7 è mediocre, 8 è un gioco discreto ma di cui puoi fare a meno, la scala va per decimali da 9 a 10: senza senso!
In effetti, il voto numerico andrebbe rimosso, e sarebbe preferibile una "valutazione verbale" che poi dovrà essere tradotta dal giocatore in base al proprio gusto. Io ti metto un riscontro su carta che non sia un numero, ora valuta tu e secondo gusto cosa può gradirti o meno.
Ci sta bene come idea, il problema è quanti applicherebbero una cosa del genere
 

Alteridan

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#8
In un mondo ideale, gli articoli di critica come le recensioni non avrebbero il voto. Purtroppo ai lettori interessa ben poco il corpo di un articolo e fin troppo il numeretto in calce al pezzo, quindi se non lo metti perdi visite (e denaro)
Detto questo, se il redattore di EDGE ha deciso di dare 8/10 a God of War significa che comunque lo ha reputato un gioco più che buono ma con qualche difetto. Purtroppo questo ad una parte dell'utenza Sony non andrà giù perché per loro un voto inferiore a 9 dato a un'esclusiva significa bocciatura completa.
Dal mio punto di vista, credo che la critica debba pensare a parlare del gioco senza curarsi del parere dei lettori, limitatamente alla valutazione del gioco chiaramente. Una recensione è per forza di cose un parere personale su un prodotto, che si può certamente basare su criteri oggettivi, ma che alla fine della fiera rispecchia le opinioni del redattore e non può (e non deve) andare a ricercare il favore del pubblico.

Poi personalmente tendo a storcere parecchio il naso quando inizio a vedere un diluvio di voti stratosferici e "capolavoro" urlato in tutte le direzioni, ma questa è un'altra storia.
 

Zuprichy

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#9
Poi personalmente tendo a storcere parecchio il naso quando inizio a vedere un diluvio di voti stratosferici e "capolavoro" urlato in tutte le direzioni, ma questa è un'altra storia.
Totalmente d'accordo.

Non ho letto le recensioni di gow se non di sfuggita. Pare abbia preso votoni e ok. Certo che l'adorazione per un prodotto di consumo mi sembra una cosa assurda,dal mio punto di vista ci si dovrebbe fermare a estremo apprezzamento ma non è quello il punto. I recensori fanno un lavoro e vivono se la gente li legge. Ok l'onestà intellettuale ma fino ad un certo punto. Un minimo incontro all'utenza pagante devi andare,fermo restando una correttezza di base. Lo fanno tutte le multinazionali,si fanno vanto di ascoltare i propri consumatori.Poi non ho letto la recensione di edge ma potrebbe essere che l'8, comunque un buon voto,sia dato anche per farsi pubblicità e distinguersi dalla massa. E pare ce l'abbiano fatta. Il punto centrale secondo me è leggere le recensioni per farsi un'idea ma considerare il voto come un qualcosa di poco importante e sicuramente non sufficiente per decidere se giocare o meno un gioco




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CapRichard

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#10
Il vero recensore deve dare un proprio giudizio su un prodotto infischiandosene delle reazioni del pubblico o del publisher eventuale, perché ci sono anche quelle ricordiamoci. Però come tutti i pareri di carattere misto oggettivo-soggettivo, c'è la possibilità che stia dicendo un mare di cappellate e che quindi possa e debba essere giustamente contestato. Quando giudichi un prodotto, ti apri sia alle critiche di disaccordo che ai compiacimenti d'accordo. È normalissimo. La critica non deve essere immune alla critica stessa. Il problema secondo me è stato in quanta importanza è stata messa in determinati frangenti in Metacritic, che poverino fa solo da aggregatore. Alcune case di sviluppo si sono viste annullati bonus in bustapaga per metacritic bassi (Fallout New Vegas ad esempio) e alcune decisioni ai piani alti vengono prese anche in base al possibile metacritic raggiunto, perché effettivamente un qualche minimo di influenza ce l'ha come sistema. Le guerre di religione non sono sparite nel mondo occidentale, si sono spostate su altri tipi di fandom.

Detto questo io sono di corrente opposta sul pensiero dell'esistenza dei voti. In un mondo ideale non dovrebbero non esserci i voti. Ma i voti dovrebbero essere presi per quello che sono e dovrebbero essere usati meglio. Per prima cosa bisogna avere in chiaro una cosa: la linea editoriale della rivista della quale si sta leggendo la recensione. A volte discuto della questione dei voti con un mio amico e secondo me il 10 è un voto usabile, secondo lui no, perché il 10 è "la perfezione", quindi lo intende come un obiettivo che non può essere mai raggiunto verso il quale si tende. Quindi tutta la scala di votazioni per lui è a perdere. "Quanto è lontano dalla perfezione". Si parte dal 10 e si toglie. Per me invece il voto rappresenta quanto bene il gioco sta centrando l'obiettivo che si pone, quanto dimostra la sua competenza nei suoi vari aspetti. Quindi per me si parte dal 6 (che vuol dire che hai centrato l'obiettivo e sei sufficiente, come a scuola) e si va ad aggiungere controllando quanto sei competente nella costruzione. Questa chiave di lettura è fondamentale per capire come ogni singolo recensore o testata analizza un prodotto.

Il problema principale che però io trovo nella critica videoludica è la scarsa preparazione che questa ha, per i motivi più svariati e non ne faccio neanche una colpa. Il videogioco è forse il prodotto di intrattenimento più complesso sul mercato. Ha una fortissima componente tecnologica dietro che è appannaggio veramente di pochi capirla appieno. Ha componenti audiovisive e narrative spesso mutuate da altri media e quelli tutto sommato sono più facili da inquadrare. Ma poi c'è tutto l'altro aspetto unico del videogioco che sono le meccaniche, che è un argomento estremamente complesso che viene analizzato con una superficialità assurda in tantissimi casi. Ma non ne faccio una colpa dei recensori, alla fine la maggior parte è gente che si fa strada a caso online e via e non esiste una scuola in grado di formare un critico a tutto tondo sul mondo videoludico (forse quelle aperte da poco a Roma, ma ci credo poco) per poter dare un'analisi che abbia del senso fino in fondo. E mi ci metto anche io, visto che qualcuna ne ho scritta. Quindi dobbiamo accontentarci di tante recensioni fatte... così, a caso, con i professionisti del settore che sono effettivamente pochi e neanche così professionisti. E non dico questo schifando tutto e tutti, c'è gente che seguo e via discorrendo, ma è proprio un problema sistemico dal quale è difficile uscire secondo me. Non do colpe a nessuno, sinceramente.
 

AnérCasval

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Le risposte trovate qui, dubito avrei potuto leggerle altrove. Si nota subito l'imparzialità del giocatore, rivolta solo ed unicamente verso la propria passione. Mi trovo in accordo con quanto detto da voi, non saprei neanche cosa eventualmente controbattere, viste le argomentazioni che sono valide e ben mirate. Avete centrato l'obiettivo esponendo quale sia il punto focale del disagio, che purtroppo, qualsivoglia fanbase tende a far emergere. Se un recensore non ha colpe, come giustamente afferma Cap, le sue responsabilità sono da attribuirsi alla reazione dei lettori? Non vi sembra eccessivo, dare all'utente così tanto spazio, tanto da mettere in dubbio il lavoro altrui? Sono sempre dell'idea, che anche se un gioco prendesse un voto basso o alto, il giudizio se giocarlo o meno resta al giocatore, e valutarlo in modo civico quando opportuno. Ma scaturire la collera, per un voto Ottimo e non pessimo, non mi fa mai capire dove bisognerebbe volgere lo sguardo.
 

CapRichard

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#12
Questo problema dei voti e delle recensioni è solo una derivazione di un cambiamento sociale molto più profondo che ha nel suo centro il web come mezzo per esprimere noi stessi inserito nel contesto della presunzione delle persone di dover essere allo stesso tempo protetti da tutto. In un modo a mio avviso estremamente contraddittorio, ma questo è l'effetto cassa di risonanza che ha il web.

Io nel 2015 scrissi qualcosa al riguardo, ma direi che in 3 anni non è cambiato nulla. Il concetto di base è che "posso dire tutto quello che voglio" - "la tua opinione non può andare contro la mia/essere offensiva". Sono due concetti opposti, il secondo chiede censura, il primo per funzionare non ne ha assolutamente bisogno. Le recensioni ed i voti si inseriscono in questo contesto semplicemente, con le mie opinioni che devono essere protette da idee cattive. Sostengo casa X, il gioco è da 100000000/10, chiunque dica di no è da linciaggio, non si deve neanche azzardare a dirlo. Ma io posso dire quello che mi pare. Insomma, credo abbiate capito senza troppi giri di parole. Qualcuno può dire "eh ma che c'entra", secondo me il nostro problema è solo un subset di uno più grande.

Il problema più grande secondo me è l'incapacità di stare a sentire un attimo ed uscire dalla propria bolla e lo dice uno che di carattere è testardo e che pecca di questa cosa (anche se principalmente perché le argomentazioni di chi prova a farmi cambiare idea sono estremamente deboli e non mi convincono). Durante uno dei tanti post su FB, un "mio amico" aveva scritto qualcosa come su PS4Pro e Xbox One X sono riedizioni di console solo per spillarci soldi bla bla bla case ladre, Nintendo peace&Love. Io gli feci giusto notare l'esistenza del DSi, 2DS, New 3DS.... mi bloccò. EH. :gratt:
 

Rinocerondine

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Detto questo io sono di corrente opposta sul pensiero dell'esistenza dei voti. In un mondo ideale non dovrebbero non esserci i voti. Ma i voti dovrebbero essere presi per quello che sono e dovrebbero essere usati meglio. Per prima cosa bisogna avere in chiaro una cosa: la linea editoriale della rivista della quale si sta leggendo la recensione. A volte discuto della questione dei voti con un mio amico e secondo me il 10 è un voto usabile, secondo lui no, perché il 10 è "la perfezione", quindi lo intende come un obiettivo che non può essere mai raggiunto verso il quale si tende. Quindi tutta la scala di votazioni per lui è a perdere. "Quanto è lontano dalla perfezione". Si parte dal 10 e si toglie. Per me invece il voto rappresenta quanto bene il gioco sta centrando l'obiettivo che si pone, quanto dimostra la sua competenza nei suoi vari aspetti. Quindi per me si parte dal 6 (che vuol dire che hai centrato l'obiettivo e sei sufficiente, come a scuola) e si va ad aggiungere controllando quanto sei competente nella costruzione. Questa chiave di lettura è fondamentale per capire come ogni singolo recensore o testata analizza un prodotto.
Sulla questione voto-non voto, ritengo che vi siano-stiano nascendo problematiche dovute anche a tutte le cose di cui hai discusso in questo post e nel post successivo.

Ho notato che, in vari ambiti, sono aumentate le recensioni senza voto, ma ho anche notato che in diversi casi la pratica del "non dare il voto" è stata adottata per pararsi le chiappe di fronte possibili contestazioni. Il che è a mio avviso sbagliatissimo.

Innanzitutto si parte dal fatto che una recensione con il voto e una senza il voto sono diverse: la prima ha una summa (numerica) che bene o male è sia il punto di partenza (dall'idea che il recensore ha a priori riguardo allo scritto che si accinge a fare), sia il punto d'arrivo (l'espressione al massimo della sintesi dello scritto), mentre la seconda dovrebbe avere un'impostazione mentale un po' diversa.
A titolo di esempio personale: io ho scritto delle recensioni (amatoriali) qua e la, e ho fatto piuttosto fatica quando non ho potuto esprimere un voto, mentre conosco gente che è l'esatto opposto e scrive belle recensioni senza che l'elemento numerico passi per l'anticamera del cervello.

Detto questo, da certe parti ho notato questo andamento: recensione con voto---recensione senza voto---volo pindarico che non vuol dire nulla e scontentare nessuno.
Purtroppo il non volersi sbilanciare in certi casi porta alla produzione di non-recensioni che sono l'equivalente di un poster di presentazione.
Il che è forse la cosa peggiore dell'evoluzione recente delle recensioni. Peggiore anche dei voti esagerati.
 

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#14
I migliori credo siano quelli che al posto dei numeri, stelle, presidentesse o quant'altro usino "consigliato" "sconsigliato" "pietra miliare" o cose del genere, come fa eurogamer.net se non sbaglio. Sono gradazioni di voto anche quelle, solo non numerico.
Per migliori intendo ironicamente.
 

AnérCasval

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#15
Con le review sulle piattaforme come steam, metacritc ecc. questa mia supposizione, è già vicina al realizzarsi. Ma immaginate se i recensori non fossero più necessari, e l'atto di giudicare fosse consentito solo all'utenza.
In breve si andrebbe a creare una piattaforma, dove ognuno potrebbe scrivere la sua recensione (negativa o positiva), senza neanche essere obiettiva o meno. Già succede in verità, ma se dovesse arrivare quel giorno, in cui l'utenza sarà un fattore determinante sulla valutazione di un gioco; immagino già quei titoli odiati dai fanboy prendersi voti bassi con commenti di bassa lega.
Non sto dicendo nulla di nuovo, accade già, ma hanno un fine non proprio importante(spero). Però se è così adesso, figurarsi quando l'utente medio avrà ancora più "potere" sulla votazione di un gioco. Alla fine, le testate giornalistiche, rappresentano il confine tra la valutazione professionale a quella meramente vacua e pretenziosa.
 

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#16
Le recensioni su Steam sono il male assoluto.
A parte tutta quella gente che si diverte a scrivere recensioni positive di giochi palesemente di merda per fare i simpaticoni, o quelli che bashano un gioco perché "eh ma non ci sono i tizi di colore in un gioco ambientato nell'Europa Centrale del 1300", ridurre la valutazione a un mero Sì/No è ancora peggio perché polarizza ancora di più le reazioni ed elimina tutte quelle gradazioni di grigio che sono invece essenziali.
 

CapRichard

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#17
Steam credo sia l'esempio più bello dei sistemi gestiti dall'utenza.
Valve non l'ho mai capita. "l'utenza penserà a greenlight". Alle recensioni. Alle etichette. Ai curatori. Ed ad ogni mossa lo store riesce a peggiorare e tutto va in vacca.
 

Rinocerondine

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#18
È il più democratico dei sistemi, dove il tuo voto conta come +1 o -1 indipendentemente da quanto sia articolata la tua opinione o profonda la tua conoscenza. Il che pone grossi limiti, visto che quelli con conoscenze veramente ampie sono sempre una nicchia piccola del fandom (sommersa dalla marea, in quel caso).

Poi oh, il sistema di Steam è (o era, visto quello che è accaduto a Steam Spy) utilissimo per comprendere i trend vari nell'ecosistema PC, ma con un prezzo notevole da pagare.
 
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