Multi Riviste videoludiche: ricordi, racconti, aspettative.

brema82

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Spesso, molto spesso, mi fermo a pensare quanto le riviste videoludiche, tempo addietro, fossero necessarie in quanto unica vera fonte di informazione a nostra disposizione.

Internet non c'era, e se c'era era cosa alla portata di poch(issim)i; di videogiochi la stampa generalista, fosse su carta stampata o in televisione, ne parlava pochissimo e spesso a sproposito(un po' come oggi, del resto); ogni mese, l'unico vero modo di scoprire cosa diamine succedesse nel magico mondo dei giochini consisteva nel recarsi in edicola e chiedere se fosse arrivato il nuovo numero di Game Power/Console Mania/C+VG e via dicendo.

Alle riviste sono legati molti ricordi, credo che questo valga per tutti noi.

Questa discussione vuole essere un modo simpatico di condividere queste memorie, che ai tipi nostalgici come il sottoscritto piacciono non poco.

Oltre a questo, mi piacerebbe sapere, nel caso in cui vi andasse, che idee avete in proposito al futuro dei magazine videoludici.

La mia prima rivista fu Console Mania, anche se non ricordo, con precisione, in quale diamine di anno ci trovassimo al tempo.

Giurerei che fosse il 1991, ma non metterei la mano sul fuoco.

Giocavo già da qualche tempo, ma confesso che non avevo mai preso in esame l'ipotesi che in edicola potesse trovare posto un giornale dedicato ai videogiochi.

Ero un collezionista seriale di riviste di animali, bastava che in copertina ci fossero cani e/o gatti per finire nel mio mirino.
Argos era una delle mie preferite, nel suo elegante rosso rubino.

Un bel giorno l'illuminazione: "Ma, se ci sono le riviste di animali, non è che magari posso trovarne una di videogiochi?"

Non ero un bimbo molto sveglio evidentemente, ma questa rivelazione, mi portò, appunto, a recarmi in edicola, a caccia dell'agognato tesoro.

Trovate le riviste "di computer", volli essere certo di pescarne una dedicata alle console, visto che il salto da home computer(Amstrad CPC) a console(NES) l'avevo compiuto già da tempo.

Così, ConsoleMania, dal nome garanzia di pieno successo, finì tra le mie mani "iniziandomi" alla lettura di magazine videoludici.

E voi?

Su, che sono curioso!
 

Vexem

Jaguarandi
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Io ho collezionato riviste a partire da inizio anni 2000.
PSM, GMC e TGM.
Le ultime due, con tanto di dischi demo e gioco allegato, erano anche piuttosto care ma ogni volta che uscivano per me era Natale.

PSM circa un anno fa ha provato a ripartire, ma è durato giusto due mesi.

Ormai ahimè non hanno molto senso, però di tanto in tanto ne compro una fra le "sopravvissute" per riassaporare i vecchi tempi.
In giro credo che ci siano giusto PlayGeneration e TGM

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Palumbs95

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Le riviste che compravo io, anzi che mi facevo comprare dato che avevo 10/11 anni, sostanzialmente erano 2:

PlayGeneration, che esiste ancora oggi e da poco ha cambiato nome in PlayGen.
Mi ricordo che di tanto in tanto regalavano in allegato delle vere e proprie guide strategiche da poter inserire all'intero della custodia dei giochi PS2, grazie alle quali scoprii titoli come Yakuza, Devil May Cry 3, Scarface ecc. dato che principalmente giocavo solo a giochi sportivi come PES (che all'ora lo si chiamava Pro Evolution) NBA Live (prima ancora che fosse sorpassato da 2K) e la serie di wrestling SmackDown vs Raw.
Mi ricordo inoltre che a fondo rivista c'era una pagina dedicata ai concorsi, nei quali potevi vincere vari videogiochi se rispondevi in modo esatto e venivi estratto, ovviamente non ne ho vinto manco uno.

L'altra rivista, della quale non ricordo assolutamente il nome originale, era quella dedicata esclusivamente ai trucchi (che oggi si chiamano cheat :sick:).
Pagine e pagine piene zeppe di codici organizzati come un elenco telefonico.
La compravo principalmente per GTA San Andreas, gioco che credo abbia più trucchi nella storia, che però non venivano stampati tutti ma solo una manciata, e quindi ero costretto a comprare altri numeri (non sempre della stessa rivista) per poter ampliare la mia "collezione", gira e rigira alla fine mi ritrovavo sempre gli stessi e quindi credo di averli avuti più o meno tutti.
Ovviamente me li segnavo su un foglio come faceva chiunque.

Purtroppo però, con l'avvento di internet e dei siti dedicati alle notizie videoludiche, queste riviste sono via via scomparse tranne qualcuna che ancora tiene botta. :cry:
 
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Ho iniziato a leggere riviste nel settembre del 92 a 11 anni.
Il merito è di Street Fighter 2.
Il picchiaduro di Capcom ha rappresentato per me un momento di svolta.
Lo conobbi nella sala giochi di Auronzo di Cadore, in provincia di Belluno, nel Luglio del 1991. Avevo 10 anni.
Quando entrai in quella sala giochi, dopo essermi fatto strada tra orde di delinquenti, vidi in mezzo ad una coltre di fumo peggiore della nebbia di “The Mist” (al tempo si poteva fumare ovunque), il mitico cabinato.
E si, mi colpì per la grafica. “C’erano i cartoni animati dentro il videogioco” – questa fu la prima cosa che il piccolo Alvise pensò.
C’era l’eroe caratteristico (Ryu), il suo rivale, il militare che sparava i “boomerang”, la ragazza con le gambe superveloci, il tizio che si allunga, “Hulk elettrico” , il ciccione con le “mille mani”….
Pensate cosa poteva significare tutto ciò per un bambino.
Fu lì che capii che i videogiochi avrebbero per sempre fatto parte della mia vita.
Tra l’altro proprio grazie a Street Fighter 2 iniziai a leggere la stampa specializzata: l’anno successivo infatti, ebbi gli esami di quinta elementare e dopo l’estate, andando a comprare le sigarette in edicola per mia madre, vidi un giornale con Tazmania in copertina. C’erano anche raffigurate le console sulla parte sinistra.
Poi , lessi: “Street Fighter 2”

E’ stata la mia prima rivista di videogiochi. Ne conservo ancora un caro ricordo.
 

brema82

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Bello leggere i vostri post. 😊

@Omegashin Quella di Street Fighter 2 per Super Famicom, fu forse la recensione che più attesi nei primi anni da lettore.

Ricordo ancora che lessi quella di Game Power in banca, mentre aspettavo i miei, che non so cosa diamine stessero facendo.

Ma all'epoca, contrariamente ad oggi, economicamente stavamo benissimissimo, quindi qualunque cosa stessero facendo andava bene. :sese:

E sempre restando in tema SF2, ricordo quando trovai a sorpresa la recensione del capitolo Turbo(sempre Super Famicom) su Console Mania....

Se non sbaglio, sullo stesso numero trovava spazio anche quella della Champion Edition per PC Engine. :sasa:
 
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Bello leggere i vostri post. 😊

@Omegashin Quella di Street Fighter 2 per Super Famicom, fu forse la recensione che più attesi nei primi anni da lettore.

Ricordo ancora che lessi quella di Game Power in banca, mentre aspettavo i miei, che non so cosa diamine stessero facendo.

Ma all'epoca, contrariamente ad oggi, economicamente stavamo benissimissimo, quindi qualunque cosa stessero facendo andava bene. :sese:

E sempre restando in tema SF2, ricordo quando trovai a sorpresa la recensione del capitolo Turbo(sempre Super Famicom) su Console Mania....

Se non sbaglio, sullo stesso numero trovava spazio anche quella della Champion Edition per PC Engine. :sasa:
Ho vissuto praticamente le stesse esperienze.

A proposito, se vuoi rileggere la recensione di SF2: Recensione Sf2 Consolemania

Ricordo benissimo anche la recensione di SF2 di Game Power, che mi pare fosse stata redatta da Dupont. La qualità delle immagini presenti su Consolemania però era secondo me superiore (almeno fino a quando non hanno iniziato ad usare il mac per acquisirle).

Per quanto riguarda il numero con la recensione del turbo, confermo: c'erano entrambe le versioni (la champion su pc engine e la turbo su super famicom).


Tra l'altro fu proprio leggendo quel numero che scoprii i veri nomi dei 3 boss : Balrog era M.Bison, Vega era Balrog e Bison era Vega.
 

Vexem

Jaguarandi
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Mamma mia quanti "anziani" in questo forum :asd:

Probabilmente i forum sono l'unica piattaforma in cui l'età media supera i 25 anni.
E non può che essere un bene.

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arkady18

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Purtroppo io come riviste ho preso una quindicina e passa di anni fa solo qualche numero di The Games Machine. Più che altro non avevo internet, e qualunque cosa lì scritta mi sembrava roba dell'altro mondo. Ma soprattutto aveva in allegato CD con dentro giochi o anche programmi utili che mai avrei conosciuto o avuto altrimenti.
 

Lo Zini

La seconda che hai detto
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Vedendo le immagini di Console Mania ho quella strana sensazione di familiarità... I miei ricordi di riviste iniziano ufficialmente dal PSM ma credo di aver iniziato molto prima a questo punto.

Si parla comunque di metà anni 90, intorno ai 10 anni circa.. Non sono mai stato un grande lettore o acquirente ma specialmente nel periodo di PS (appunto con PSM) i miei acquisti li facevo. Pochini invece ai tempi del Mega Drive.
Anche perché non potevo permettermi molti giochi e, prima dei sotterfugi tecnologici che hanno espanso le mie librerie del tempo, passavo ore anche solo a guardare immagini di una recensione... Quello che oggi potrebbe essere paragonabile a ore e ore di Twitch o Youtube (pratica consolidata per macinare games in questi tempi). *

Altro aneddoto riguardo la carta stampata che mi piace, periodicamente, citare sui forum: le guide.
Quel rollercoaster di emozioni esattamente in questa sequenza: frustrazione per il muro invisibile incontrato nel Tomb Raider di turno, incazzatura per ore di tentativi andati a vuoto, esaltazione quando scopri che IL MESE PROSSIMO uscirà la guida, impazienza, nuova esaltazione per l'acquisto, bramosia nel leggere il tutto fino a dove si è arrivati e................ no, aspè, io qui non ci sono ancora arrivato.......

FRUSTRAZIONE nello scoprire che chi ha scritto la guida ha superato senza problemi quel punto non nominandolo tra gli step degni di nota. Sipario.


* Per tutti quelli che non possono capire l'esaltazione di fissare un'immagine per ore bramando e godendone pure, chiedete ai più grandi cos'era PostalMarket
 

arkady18

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* Per tutti quelli che non possono capire l'esaltazione di fissare un'immagine per ore bramando e godendone pure, chiedete ai più grandi cos'era PostalMarket
Cosa mi hai fatto ricordare! (No, non PostalMarket :asd: ) Prima di internet bastava un'immagine, rigorosamente sgranata, a eccitarti (in tutti i sensi). Oggi non basta più. :ç_ç:

Vabbè, la tradizione si è conservata per le immagini trovate di straforo in rete su possibili rumor e leak di giochi improbabili :sese:
 

brema82

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Cosa mi hai fatto ricordare! (No, non PostalMarket :asd: ) Prima di internet bastava un'immagine, rigorosamente sgranata, a eccitarti (in tutti i sensi). Oggi non basta più. :ç_ç:

Vabbè, la tradizione si è conservata per le immagini trovate di straforo in rete su possibili rumor e leak di giochi improbabili :sese:
Eh, ricordo bene....

Sono stato abbastanza fortunato da avere in regalo quasi tutte le console dell'epoca, quindi nella generazione 16 bit sotto al televisore trovavano spazio sia Super NES che Megadrive(e verso la fine della gen pure un Neo Geo. =P).

Ovviamente, uno dei titoli che ricevetti in regalo insieme al Super NES fu Street Fighter 2, che dopo miriadi di gettoni inseriti nei cabinati di tutta la Lombardia, potevo finalmente spupazzarmi a casa senza limite alcuno.

Nonostante ciò, bastò un'immagine sgranatissima della Champion Edition per Megadrive tra le news di Gamepower, per far montare un Hype totale. :asd:

Un altro ricordo al quale penso spesso e volentieri, riguarda il periodo autunnale del 1992.

Un brema tutto infagottato per il freddo, percorre la contrada del suo paese(d'adozione) con il nuovo numero di Gamepower tra le mani, Sonic 2 in copertina e l'idea fissa di farselo regalare entro Natale.

Si tratta di uno di quei ricordi che riporta alla mente persino gli odori. ☺
 

brema82

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Riguardo al possibile futuro, invece, confesso di ritenere impossibile mantenere la classica struttura news/anteprime/recensioni, anche a fronte dell'inserimento di un paio di speciali.

L'approfondimento è, in pura linea teorica, la strada da seguire per riuscire a conquistare una buona base di utenza fino a renderla "zoccolo duro", anche se confesso di avere dubbi anche a questo proposito.

La rete oramai non è più terra fertile per sole notizie o recensioni "al volo".

Abbiamo siti e blog dove trovano spazio professionisti che fino a pochi anni fa vergavano le pagine dei magazine più diffusi; siti e blog che hanno oramai scollinato il periodo in cui si viveva esclusivamente di informazione fresca, virando in seguito su contenuti più ricchi, legati, appunto, anche all'approfondimento stesso.

Senza contare come oramai si sia giunti ad un modo di informare molto legato al video.

Videorecensioni, videospeciali, soprattutto streaming legati al gioco del momento, al retrogaming, a tutto ciò che gravita attorno al settore.

Insomma, di certo l'unica strada che le riviste cartacee potrebbero seguire per cercare di sopravvivere è l'approfondimento, ma dovrebbero fornire contenuti di livello superiore a quelli reperibili oggi sui migliori siti/blog, oltre che più invitanti rispetto agli stessi streaming.

Difficile.
 

Vexem

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Riguardo al possibile futuro, invece, confesso di ritenere impossibile mantenere la classica struttura news/anteprime/recensioni, anche a fronte dell'inserimento di un paio di speciali.

L'approfondimento è, in pura linea teorica, la strada da seguire per riuscire a conquistare una buona base di utenza fino a renderla "zoccolo duro", anche se confesso di avere dubbi anche a questo proposito.

La rete oramai non è più terra fertile per sole notizie o recensioni "al volo".

Abbiamo siti e blog dove trovano spazio professionisti che fino a pochi anni fa vergavano le pagine dei magazine più diffusi; siti e blog che hanno oramai scollinato il periodo in cui si viveva esclusivamente di informazione fresca, virando in seguito su contenuti più ricchi, legati, appunto, anche all'approfondimento stesso.

Senza contare come oramai si sia giunti ad un modo di informare molto legato al video.

Videorecensioni, videospeciali, soprattutto streaming legati al gioco del momento, al retrogaming, a tutto ciò che gravita attorno al settore.

Insomma, di certo l'unica strada che le riviste cartacee potrebbero seguire per cercare di sopravvivere è l'approfondimento, ma dovrebbero fornire contenuti di livello superiore a quelli reperibili oggi sui migliori siti/blog, oltre che più invitanti rispetto agli stessi streaming.

Difficile.
Per me la vera rivoluzione è stata youtube.

All'epoca non c'era alcun media per farsi un'idea di come il gioco apparisse o di come fosse il gameplay.
O trovavi qualche trailer, ovviamente fazioso e spesso fuorviante, oppure ti fidavi delle recensioni e delle poche immagini che vi allegavano.
I più fortunati trovavano le postazioni nei negozi di videogiochi.

Le Videorecensioni sono quindi la vera svolta.

Detto questo, l'approfondimento videoludico è quello che cerco piú spesso.
Su YT seguo Doctor Game, mito assoluto, e Sabaku, un po' mitomane ma spesso molto piacevole.
Detto questo, non ho alcun tipo di riferimento a livello cartaceo o di blog.

Qualsiasi consiglio è ben accetto.


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Alteridan

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L'approfondimento è, in pura linea teorica, la strada da seguire per riuscire a conquistare una buona base di utenza fino a renderla "zoccolo duro", anche se confesso di avere dubbi anche a questo proposito.
L'approfondimento è impossibile, e te lo dice uno che su una rivista (TGM) ci scrive da anni.
L'anno scorso abbiamo provato a trasformare la rivista abbandonando le recensioni classiche per scrivere dei pezzi di approfondimento sui giochi del mese. La risposta dei lettori, e quindi del mercato, ci ha costretto a fare dietrofront per tornare al formato classico.
È difficile ma riusciamo a resistere ancora, dopo trent'anni dal numero uno, proprio perché lo zoccolo duro è abituato a un determinato format: nel tentativo di acquisire nuovi lettori abbiamo rischiato di perdere chi ci segue da decenni.

Questo non significa che non si possa fare approfondimento, sia chiaro, ma deve essere un di più, qualcosa da affiancare alle recensioni e alle anteprime. Lo facciamo sul cartaceo con i dossier e gli insight, lo facciamo sul sito con gli speciali.
 

Vexem

Jaguarandi
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L'approfondimento è impossibile, e te lo dice uno che su una rivista (TGM) ci scrive da anni.
L'anno scorso abbiamo provato a trasformare la rivista abbandonando le recensioni classiche per scrivere dei pezzi di approfondimento sui giochi del mese. La risposta dei lettori, e quindi del mercato, ci ha costretto a fare dietrofront per tornare al formato classico.
È difficile ma riusciamo a resistere ancora, dopo trent'anni dal numero uno, proprio perché lo zoccolo duro è abituato a un determinato format: nel tentativo di acquisire nuovi lettori abbiamo rischiato di perdere chi ci segue da decenni.

Questo non significa che non si possa fare approfondimento, sia chiaro, ma deve essere un di più, qualcosa da affiancare alle recensioni e alle anteprime. Lo facciamo sul cartaceo con i dossier e gli insight, lo facciamo sul sito con gli speciali.
Beh gli approfondimenti non dovrebbero mai rimpiazzare le classiche recensioni.
 

brema82

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L'approfondimento è impossibile, e te lo dice uno che su una rivista (TGM) ci scrive da anni.
L'anno scorso abbiamo provato a trasformare la rivista abbandonando le recensioni classiche per scrivere dei pezzi di approfondimento sui giochi del mese. La risposta dei lettori, e quindi del mercato, ci ha costretto a fare dietrofront per tornare al formato classico.
È difficile ma riusciamo a resistere ancora, dopo trent'anni dal numero uno, proprio perché lo zoccolo duro è abituato a un determinato format: nel tentativo di acquisire nuovi lettori abbiamo rischiato di perdere chi ci segue da decenni.

Questo non significa che non si possa fare approfondimento, sia chiaro, ma deve essere un di più, qualcosa da affiancare alle recensioni e alle anteprime. Lo facciamo sul cartaceo con i dossier e gli insight, lo facciamo sul sito con gli speciali.

Per me avevate scelto una strada molto interessante, tanto che ero entusiasta del nuovo corso.

In fin dei conti erano comunque recensioni, soltanto più ad ampio respiro; prima fra tutte la cover story, con pezzi inerenti al genere o alla serie d'appartenenza del titolo in oggetto.

Mi è spiaciuto che siate stati costretti a mettere da parte le vostre intenzioni, così come mi è spiaciuto per l'uscita di scena dei ragazzi del Team Crimine.

Il tipo di approfondimento che ho in mente è però ancor meno legato all'attualità, più vicino a ciò che fa Retrogamer, anche se probabilmente dare uno sguardo al solo passato si rivelerebbe limitante sotto certi aspetti.

Senza contare che il mercato inglese resta più ricettivo verso progetti di un certo tipo, sia per le dimensioni, che per il fatto di essere stato forza trainante della scena di sviluppo europea degli eighties.
 
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